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sabato 13 settembre 2008
venerdì 12 settembre 2008
giovedì 11 settembre 2008
Trap Show
Succede sempre qualcosa quando in conferenza stampa c'è Giovanni Trapattoni, nuovo commissario tecnico dell'Irlanda.
Stavolta il ct italiano, durante la presentazione del match contro il Montenegro valido per le qualificazione ai Mondiali del 2010, è ruzzolato involontariamente giù dalla sedia.

Gli assistenti si sono precipitati a soccorrerlo, preoccupati dalle conseguenze della caduta. Ma il Trap si è rialzato protamente ironizzando sull'accaduto:
"Ecco, abbiamo già il primo infortunio".
Stavolta il ct italiano, durante la presentazione del match contro il Montenegro valido per le qualificazione ai Mondiali del 2010, è ruzzolato involontariamente giù dalla sedia.

Gli assistenti si sono precipitati a soccorrerlo, preoccupati dalle conseguenze della caduta. Ma il Trap si è rialzato protamente ironizzando sull'accaduto:
"Ecco, abbiamo già il primo infortunio".
Non dimentichiamo l' 11 Settembre 2001
11 Settembre: per molti non fu al Qaeda, dice sondaggio.

Giovedì, 11 settembre 2008 7.38
MILANO (Reuters) - L'idea che gli attentati dell'11 Settembre 2001 negli Usa siano stati opera di al Qaeda non è affatto comunemente diffusa, e secondo un nuovo sondaggio effettuato da WorldPublicOpinion.org poll, solo in nove dei 17 Paesi monitorati è condivisa dalla maggioranza degli interpellati.
In nessun Paese è emersa una maggioranza di opinioni che attribuisca gli attentati ad un unico diverso potenziale responsabile, ma nella maggior parte dei Paesi minoranze significative attribuiscono l'11 Settembre allo stesso governo Usa ed in alcuni Paesi a Israele.
Queste risposte, spiegano in una nota gli autori della ricerca, sono state espresse spontaneamente in questionari che non indicavano risposte predeterminate. In media, il 46% ha attribuito gli attentati ad al Qaeda, il 15% al governo Usa, il 7% a Israele, il 7% a qualche altro autore. Mentre un interpellato su quattro ha risposto di non sapere.
"Visto lo straordinario impatto che gli attentati dell'11 Settembre hanno avuto sulle questioni mondiali, è rilevante che sette anni dopo non si sia un consenso internazionale su chi ne sia stato responsabile", ha commentato Steven Kull, direttore di WorldPublicOpinion.org.
Anche nei Paesi europei, la maggioranza che considera al Qaeda responsabile dell'11 Settembre non è sovrastante. Il 56% tra gli italiani come tra i britannici, il 63% dei francesi ed in 64% dei tedeschi indicano al Qaeda. Tuttavia, percentuali significative di britannici (26%), francesi (23%), e italiani (21%) hanno risposto di non sapere chi ci sia dietro all'11 Settembre.
Sapete tutti come la penso a riguardo, ma ancor oggi tengo a precisare che:
TREDICI DIROTTATORI SU VENTI SONO IN REALTA' ANCORA VIVI ED INNOCENTI
NUMEROSE SONO LE PROVE CHE LE TORRI GEMELLE NON SONO CROLLATE SPONTANEAMENTE, MA SONO STATE DEMOLITE
ALCUNE SEMPLICI LEGGI FISICHE SMENTISCONO SENZA SCAMPO LA VERSIONE UFFICIALE
Cercate in rete. Troverete più di quanto possiate immaginare.

Giovedì, 11 settembre 2008 7.38
MILANO (Reuters) - L'idea che gli attentati dell'11 Settembre 2001 negli Usa siano stati opera di al Qaeda non è affatto comunemente diffusa, e secondo un nuovo sondaggio effettuato da WorldPublicOpinion.org poll, solo in nove dei 17 Paesi monitorati è condivisa dalla maggioranza degli interpellati.
In nessun Paese è emersa una maggioranza di opinioni che attribuisca gli attentati ad un unico diverso potenziale responsabile, ma nella maggior parte dei Paesi minoranze significative attribuiscono l'11 Settembre allo stesso governo Usa ed in alcuni Paesi a Israele.
Queste risposte, spiegano in una nota gli autori della ricerca, sono state espresse spontaneamente in questionari che non indicavano risposte predeterminate. In media, il 46% ha attribuito gli attentati ad al Qaeda, il 15% al governo Usa, il 7% a Israele, il 7% a qualche altro autore. Mentre un interpellato su quattro ha risposto di non sapere.
"Visto lo straordinario impatto che gli attentati dell'11 Settembre hanno avuto sulle questioni mondiali, è rilevante che sette anni dopo non si sia un consenso internazionale su chi ne sia stato responsabile", ha commentato Steven Kull, direttore di WorldPublicOpinion.org.
Anche nei Paesi europei, la maggioranza che considera al Qaeda responsabile dell'11 Settembre non è sovrastante. Il 56% tra gli italiani come tra i britannici, il 63% dei francesi ed in 64% dei tedeschi indicano al Qaeda. Tuttavia, percentuali significative di britannici (26%), francesi (23%), e italiani (21%) hanno risposto di non sapere chi ci sia dietro all'11 Settembre.
Sapete tutti come la penso a riguardo, ma ancor oggi tengo a precisare che:
TREDICI DIROTTATORI SU VENTI SONO IN REALTA' ANCORA VIVI ED INNOCENTI
NUMEROSE SONO LE PROVE CHE LE TORRI GEMELLE NON SONO CROLLATE SPONTANEAMENTE, MA SONO STATE DEMOLITE
ALCUNE SEMPLICI LEGGI FISICHE SMENTISCONO SENZA SCAMPO LA VERSIONE UFFICIALE
Cercate in rete. Troverete più di quanto possiate immaginare.
mercoledì 10 settembre 2008
Paola è tornata ..

E' si.. la Paola è di nuovo tra noi, e dal suo ufficio senza aria condizionata ci degna della sua presenza, tra telefoni epilettici e colleghi spasmodici, mentre svolge i preparativi per la sua prima trasferta, a Lourdes. Sarà infatti dedicato alla visita del Pontefice nella terra di Bernadette il suo primo servizio nel programma. E allora bentornata anche a te donna. Io oggi invece riposo, e sono qui col ventilatore a palla che mi dimeno tra tagli, effetti e sigarette. Questa lunga estate romana dovrà pur terminare ..
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martedì 9 settembre 2008
Ed invece il patatrac e' ormai fatto!
Questa volta Franz ha fatto da Cassandra....clickate sul titolo del post, sarete re-indirizzati su repubblica che dedica tutta la sua edizione alla fine del mondo causata dal CERN....Svizzera Stato Canaglia :-)
Non ci resta che chiederci se....c'e' vita su marte...
Non ci resta che chiederci se....c'e' vita su marte...
Telefono silenzioso .... tapparella abbassata e ...
per oggi ho dato abbastanza ...
buona serata e buona notte !!
Domani la fine del mondo ?

Un esperimento del Cern si accinge a ricreare le condizioni in cui nacque l'universo. Alcuni studiosi denunciano rischi inauditi, ma gli scienziati minimizzano. Una simulazione dell'esplosione della supernova SN 1054, che ha dato origine alla nebulosa del Granchio, nella costellazione del Toro
"Se premono quel bottone il pianeta rischia di saltare in aria". L'allarme arriva da un gruppo di ricercatori europei secondo cui l'esperimento che prenderà avvio il 10 settembre presso il Centro Ricerche Nucleari (Cern) di Ginevra è ad altissimo coefficiente di pericolo. Nella città elvetica, sepolto a un centinaio di metri sotto il confine tra Francia e Svizzera, si trova il Large hadron collider (Lhc), ovvero "Grande collisionatore di adroni", il più grande acceleratore e frullatore di particelle mai creato che, generando temperature di più di un trilione di gradi centigradi, dovrebbe simulare l'evento che ha accompagnato la nascita dell'universo.
Ma alcuni studiosi hanno fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani perché secondo loro l’esperimento potrebbe produrre un buco nero che inghiottirà la Terra.
Il progetto, costato 4 miliardi di dollari e 14 anni di lavoro, ed è stato finanziato dagli Stati Uniti e da venti Paesi europei e dovrebbe ricreare le condizioni del nostro universo una frazione di secondo dopo il Big Bang.
La teoria del Big Bang identifica l'ipotetico "punto" nel quale iniziò l'espansione dell'universo, quando in un'era primordiale, la sua materia era così calda e densa da impedire alla luce di propagarsi liberamente nello spazio.
"Abbiamo ancora dieci giorni per salvare la terra?", si chiede il Sunday Telegraph, il tabloid britannico che per primo ha riportato la notizia dell'apocalittico test. A gettare acqua sul fuoco è invece Robert Aymar, direttore generale del Cern, secondo il quale "coloro che avanzano questi dubbi non sono scienziati, è tutto frutto di una fissazione". Gli fanno eco numerosi scienziati tra cui Michelangelo Mangano, fisico teorico dipendente del Cern dal 1995 memebro del gruppo di scienziati esterni che consiglia il Council che è il più alto organo decisione del Cern: "Le collisioni che avverranno nell'acceleratore, in condizioni controllate, non presenteranno alcun pericolo".
Lhc, dunque, non produrrà mini buchi neri, nè monopoli magnetici, particelle con una singola carica magnetica, polo nord e polo sud, che, se esistessero, potrebbero causare, secondo alcune teorie, il decadimento del protone; e, neppure, "bolle di vuoto" (vacuum bubble) o le particelle "divoratutto", gli "strangelets", un agglomerato microscopico di materia strana, (quark down, up, top e strange), questi ultimi, secondo alcune teorie si dovrebbero mutare in materia ordinaria in un miliardesimo di secondo e trasformarla in materia strana. Ma,seppure dovessero prodursi, non costituiranno un pericolo per il nostro pianeta, assicurano gli scienziati.
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lunedì 8 settembre 2008
Domani, 9 Settembre 1998
Esistono due momenti evolutivi nella musica italiana, il prima ed il dopo Battisti. Nel mezzo c'è lui, unico grande innovatore, meticoloso nelle stesure e nella ricerca dei suoni, capace di rendere giustizia ai testi meravigliosi del compagno Mogol.
sabato 6 settembre 2008
Welcome to my world

Arion, la prima catena di librerie indipendenti a Roma. Moderne, efficienti, affidabili, e soprattutto libere, indipendenti. Perché leggere crea indipendenza. Sono tornato nel mio mondo, la sede è quella di Porta di Roma. Ben sviluppata, tra il calore del legno e l'eleganza degli scaffali. Una piccola oasi nel gioioso caos del più grande centro commerciale d’Europa. Chi passeggia tra questi banchi ritrova il profumo della vera, grande libreria, capace di offrire, come tutte le Arion, il più ampio assortimento d’Italia. Grazie al collegamento telematico in tempo reale tra tutte le librerie, è grado di garantire un un catalogo di oltre 140.000 titoli, tutti disponibili in poche ore. Ieri è stato il mio primo giorno, molto bene, tanto lavoro, enormi soddisfazioni. Sono a vostra disposizione. Baci letterari a tutti.
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mercoledì 3 settembre 2008
Claudiano è partito.

Destinazione Filippine, in solitaria, questa mattina è decollato il volo "Roma-Doha-Cebu", con a bordo il sig. Claudio Salvatore, per gi amici Claudiano, alias Ragno. Un after di 21 giorni in pieno relax, in uno dei posti ancora non invasi dal turismo di massa.

Buon viaggio e buon divertimento da frateto.
martedì 2 settembre 2008
White Duke again!
Era il mio anno di nascita, il 1973, e questo signore già cavalcava le scene musicali mondiali con carisma e magnetismo unici ed irripetibili. Onore a lui, ed alla sua smisurata produzione creativa. Ziggy Sturdust for you ..
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Il Contagio

Il contagio
Walter Siti
Prezzo € 18,00
Dati 2008, 339 p., rilegato
Editore Mondadori (collana Scrittori italiani e stranieri)
Un romanzo sulla periferia di Roma, su quelle "borgate" che stanno trasformandosi in un'indifferenziata poltiglia urbana. E umana. Nessuno si salva, in questo percorso. Non la leggendaria "vitalità" popolare, esaltata in tanti libri e film, non l'autore che in questa vitalità presunta ha provato a rigenerarsi, non le ideologie contemporanee troppo impegnate a simulare paradisi inesistenti. La borgata come metafora, perché mentre le borgate si stanno adeguando ai valori borghesi, la borghesia assume le caratteristiche della borgata: legge della giungla, sogni di lusso impossibile, diffidenza reciproca, assenza di futuro. Un libro forte ed intenso, di vita e dolore, passione ed autodistruzione. Da leggere.
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lunedì 1 settembre 2008
Nettare e chiacchiere
venerdì 29 agosto 2008
lunedì 25 agosto 2008
Boracai 3 - 23 Settembre
Eccomi qua, pronto per partire. Scrivo dall'account di Fra per motivi pratici. Sapete tutti che sono in procinto di trascorrere venti giorni all'estero. Destinazione Boracai, Filippine, mare incontaminato, spiaggie bianche e tanto relax. Sapete anche che sarei dovuto partire in coppia ma questo non è un problema. Se avete tempo e voglia di staccare un pò la spina potete unirvi a me. Colgo l'occasione per salutare Francesco Cristofaro di Catanzaro, persona squisita e molto disponibile, ringraziandolo per i preziosi consigli. Mando baci e abbracci a tutti.
P.S. Per chi volesse avere maggiori informazioni lascio la mia mail personale:
claudio1pt@libero.it
sabato 23 agosto 2008
Out of control
Il cubano Angel Valodia Matos è stato squalificato a vita dalla federazione internazionale di taekwondo per aver malmenato gli arbitri che lo avevano giudicato perdente durante l’incontro valevole per la medaglia di bronzo.

Il cubano affrontava il kazakho Arman Chilmanov, e dopo il match è rimasto sul tatami insieme al proprio allenatore, per contestare verbalmente gli arbitri. Non paghi delle parole i due sono passati alle vie di fato, colpendo al viso l’arbitro principale (labbro spaccato) e un giudice assistente. Matos alla fine se l’è presa anche con una giudice donna, la spagnola Carmen Navarro Ingles. Finita la rissa ha lasciato il tatami urlando e inveendo contro tutto e tutti.

Il cubano affrontava il kazakho Arman Chilmanov, e dopo il match è rimasto sul tatami insieme al proprio allenatore, per contestare verbalmente gli arbitri. Non paghi delle parole i due sono passati alle vie di fato, colpendo al viso l’arbitro principale (labbro spaccato) e un giudice assistente. Matos alla fine se l’è presa anche con una giudice donna, la spagnola Carmen Navarro Ingles. Finita la rissa ha lasciato il tatami urlando e inveendo contro tutto e tutti.
venerdì 22 agosto 2008
giovedì 21 agosto 2008
Follia ? O ..... un modo "astratto" di vedere la vita ?
LA SETTIMANA LAVORATIVA:
"Lavoro tutta la settimana ...
quindi il week end è l'unico momento
che posso/voglio stare con lei."
LA SETTIMANA DI FERIE :
"Sono in ferie non lavoro durante la settimana,
durante il giorno preferisco stare da solo
quindi il fine settimana è l'unico momento
che posso/voglio stare con lei ."
Altro giro, altra protesi ( che brutta fine Pete..)
Un altro mito degli Ottanta che se ne va. Pete Burns, il cantante dei Dead or Alive.Ecco, lui, cioè lei, anzi, lui, insomma non è un travestito, ma al suo confronto Platinette è sobria. Non è gay, o meglio non del tutto.

E' stato sposato con una donna per vent’anni, ma soprattutto, guardando le foto più recenti la domanda è: che cosa è rimasto di biologico in questo strano essere? Proprio niente, ci dice lui. Silicone, protesi, botox: si è fatto di tutto, e se ne vanta.
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mercoledì 20 agosto 2008
from Raggae to Record

I velocisti crescono nella terra delle patate, Trelawny. Giamaica, Contea di Nord Est, il posto dove è nato Usain Bolt e cercare l'indirizzo esatto è difficile perchè ora non c'è il nome della strada e nessun numero a segnare la porta. La casa è rosa, un incrocio tra un bungalow e un appartamento, con un porcellino disegnato all'esterno e la padella di un satellite piazzata sul tetto. Primo segno che il ragazzo ce l’ha fatta e i soldi veri stanno per arrivare. Il capofamiglia è miss Lily, la zia di Bolt, quella che ancora oggi organizza la raccolta della canna da zucchero e dirige il movimento secco dei ragazzi con il macete. Non solo, è anche la zietta reggae, la donna che gli ha insegnato a ballare. Poi ci sono Jennifer e Wellesley, i genitori. Lei è a Pechino e mescola lacrime e ricordi di infanzia. Ha chiamato il figlio Usain per assecondare una predizione: «Un bambino mi ha toccato la pancia quando ero incinta e mi ha detto, se è maschio chiamalo Usain». E lui sbuca fuori, un gigante anche da neonato. Incrocia lo sport alle elementari e si butta sul cricket, per l’eleganza. Si immagina vestito di bianco e prova scene epiche per strada, con una racchetta sfasciata come mazza. A 10 anni rincorre una palla persa e gli amichetti gli spiegano subito che è ora di cambiare sogno. Dodicenne, è già imbattibile. Gare sull’erba e il primo segno di una sicurezza serena: «Dopo la prossima gara mi compri le scarpe con i chiodi, perché arrivo primo».

Nel 2002 diventa campione della scuola, 200 e 400 metri e due anni dopo realizza un record ai Mondiali juniores, 200 metri in 19"93. Fuori dal negozio dell’angolo, quello di Wellesley Bolt, c’è la coda. Università americane, sponsor e tv e lui le lascia in fila: Bolt firma un contratto con la Puma, è il marchio che gestisce quasi tutti i giamaicani, quindi una formalità. Ce n’è uno nuovo che va veloce, si mette sotto osservazione e se merita lo si fa entrare nel gruppo giallo, verde e nero. Bolt ancora non sa che significa correre per una bandiera, ma conosce chi ha intorno, sprinter nati a Trelawny come lui: Veronica Campbell Brown, campionessa mondiale di 100 e 200 e Michael Frater, sesto nella finale di Pechino. È per non sfigurare che si mette sotto, il tecnico Glen Mills lo addestra ai 200 e prova a inculcargli il giro di pista, senza successo. Il talento non vuole correre i 400: «Non mi divertono e ci si stanca troppo». La gara che lo farà entrare nella storia arriva così, un baratto con l’allenatore per dimostrare che il rifiuto non è pigrizia, ma scelta tattica. Bolt diventa il più giovane finalista di un Mondiale nei 200 metri, nel 2005, a Helsinki, purtroppo si infortuna e sparisce. Nel 2007 prende l’argento dietro a Tyson Gay e lì inizia il tira e molla da cui esce accelerando. I primi 100 li cronometra Mills per farlo stare zitto: «Vediamo come te la cavi». 10"03 con una tecnica che il suo staff ancora oggi definisce «terribile», abbastanza per vincere la partita e accantonare i 400.

Il tre maggio 2008, a Kingstone, corre in 9"76, è il terzo tentativo nello sprint e il secondo tempo al mondo. Non ci vuole molto a passare al record, meno di un mese e Bolt si mangia il nome di Powell, sotto l’uragano, a New York. Già lo chiamavano lampo, da quella sera di acqua e tamburi diventa l’uomo più veloce del mondo, titolo che sarà difficile rubargli. La gara difficile si porta dietro l’oro di Pechino, perché continuano a rimandare lo start: atleti nervosi, Tyson Gay agitato, pubblico stufo. Sulle gradinate rimangono solo i giamaicani, a saltellare con i vestiti zuppi. Vedono un lampo, un’apparizione durata 9"72 secondi nel momento in cui chiunque altro accusa il peso del freddo e dello sfinimento. Bolt rientra a Kingstone con la fanfara, accolto dal primo ministro. Eppure la Giamaica ha già avuto in casa il record del mondo, da anni si coccola l’incompiuto Powell, solo che per Usain raddoppiano le feste. Asafa è introverso, impaurito e fragile mentre la nuova scheggia ascolta dance giamaicana e mangia patate di Trelawny anche a colazione, e vuole fare il Dj. Non ha più bisogno di correre per la bandiera, oggi è il simbolo del Paese. Mr velocità che ascolta Elephant Man e Serani, tutta roba locale, ed esalta gli eroi della patria: McKenley, argento nei 100 a Helsinki 1952 e Don Quarrie, oro nei 200 a Montreal 1976. Se deve trovare un esempio però sceglie l’America: «Michael Johnson e il suo capolavoro, il record dei 200 ad Atlanta 1996, 19"32».

Usain oggi si è ripetuto nei 200 stabilendo anche sulla doppia distanza il nuovo record del mondo in 19”30, due centesimi in meno, precedendo tutti i rivali di almeno di una decina di metri. Corri ragazzo, corri ..
domenica 17 agosto 2008
da Kant ad Aristotele: Etica Nicomachea (sull'azione morale)

Si potrebbe porre la questione in che senso noi diciamo che, necessariamente, è compiendo azioni giuste che si diventa giusti, e temperanti compiendo azioni temperate: se, infatti, si compiono azioni giuste e temperate si è già giusti e temperanti, allo stesso modo che se si compiono azioni secondo le regole della grammatica e della musica, si è grammatici e musici. Ma non si dovrà rispondere che le cose non stanno così neanche nel campo delle arti? Infatti, è possibile fare qualcosa secondo le regole della grammatica sia per caso sia per suggerimento d’altri. Dunque "grammatico" uno sarà solo quando abbia fatto qualcosa secondo le regole della grammatica e lo abbia fatto da grammatico, cioè in virtù della scienza grammaticale che possederà in se stesso. Inoltre, non c’è neppure somiglianza tra il caso delle arti e quello delle virtù. I prodotti delle arti hanno il loro valore in se stessi: basta, dunque, che essi abbiano determinate caratteristiche. Invece le azioni che traggono origine dalle virtù non basta che abbiano un determinato carattere per essere compiute con giustizia o con temperanza, ma occorre anche che chi le compie le compia possedendo una certa disposizione: innanzi tutto deve conoscerle, poi deve sceglierle, e sceglierle per se stesse; infine, in terzo luogo, deve compierle con una disposizione d’animo ferma ed immutabile. Queste condizioni non entrano nel conto per il possesso delle altre arti, tranne il sapere stesso: mentre per il possesso delle virtù il sapere vale poco o nulla, le altre condizioni non poco ma tutto possono, se è vero che è dal compiere spesso azioni giuste e temperate che deriva il possesso delle virtù corrispondenti. Così, dunque, le opere si dicono giuste e temperate quando sono tali quali le compirebbe l’uomo giusto e il temperante: ma giusto e temperante è non chi semplicemente le compie, bensì chi le compie anche nel modo in cui le compiono gli uomini giusti e temperanti. È dunque esatto dire che il giusto diviene tale col compiere azioni giuste e il temperante col compiere azioni temperate: e senza compiere queste azioni nessuno avrà neppure la prospettiva di diventare buono. Ma i più non fanno queste cose, e rifugiandosi invece nella teoria credono di filosofare e che così diverranno uomini di valore; così facendo assomigliano a quei malati che ascoltano, sì, attentamente i medici, ma non fanno nulla di quanto viene loro prescritto. Così, dunque, quelli non guariranno il loro corpo se si cureranno in questo modo, né questi la loro anima se faranno filosofia in questo modo.
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giovedì 14 agosto 2008
Sangue e Petrolio

L’Ossezia del Sud è un piccolo Stato, una media provincia italiana. La Russia ha invaso l’Ossezia con i suoi carri armati e bombardato Tbilisi, la capitale della Georgia. Migliaia sono i morti civili. E’ un’altra guerra che si combatte per l’energia. Dal Kazakistan petrolio e gas potrebbero arrivare in Europa senza passare in territorio russo. La Georgia è armata da Israele e dagli Stati Uniti. Il suo presidente si fa riprendere tra la bandiera nazionale e quella dell’Unione Europea, di cui la Georgia vuol entrare a far parte. L’Ossezia è un episodio della guerra mondiale per il petrolio iniziata con la prima invasione dell’Iraq nel 1991. Saddam attaccò il Kuwait e Bush padre intervenne. Non per liberarlo, ma per impedire a Saddam di controllare i flussi di petrolio del Golfo Persico. Bush figlio terminò il lavoro con la panzana delle armi di sterminio di massa. Pensate che agli americani interessi il destino degli abitanti del Kuwait o dell’Iraq, quando gli Stati Uniti non hanno mosso un dito per i genocidi del Ruanda e del Darfur ? La Cina compra petrolio dall’Iran, probabilmente lo arma. L'Iran vuole imporre il petrol-euro al posto del petrol-dollaro. Israele minaccia di bombardare l’Iran per la sua politica di sviluppo nucleare. La Cecenia è strategica per gli oleodotti russi. Questo è il motivo dei massacri ceceni e della guerra permanente. Il mondo è diviso in zone d’influenza del petrolio. Dove ci sono pozzi di petrolio c’è una guerra o un’occupazione militare, dove è strategico il passaggio di petrolio c’è un conflitto armato. Che mondo di merda ..
mercoledì 13 agosto 2008
Bello il melafonino ma ..

Apple è in grado di controllare a distanza gli iPhone e rimuovere eventualmente applicazioni e software indesiderati. A confermare le indiscrezioni che circolano da giorni è stato lo stesso amministratore delegato di Apple, Steve Jobs, nel corso di un colloquio con il Wall Street Journal. Jobs ha ammesso che esiste questa possibilità ma ha sottolineato che il meccanismo non è fatto per essere usato come routine ma solo come sistema di emergenza a cui Apple potrebbe far ricorso nel caso in cui fosse «inavvertitamente distribuito attraverso l’Apple Store un programma dannoso, per esempio che sottrae dati personali degli utenti».
Jobs ha cosi confermato le scoperta fatta qualche tempo fa da un utente, ossia che l’iPhone contiene un codice che collega il telefono ad un sito Internet controllato da Apple e vi esegue controlli di routine. Con questo sistema Apple è in grado, in teoria, di rimuove software indesiderato dagli apparecchi Secondo Jobs quell’applicazione è indispensabile nel caso in cui l’iPhone scarichi un programma pericoloso che, ad esempio, acceda ai dati personali dell’utente.
«Speriamo di non dover mai azionare quella leva», ha detto Job, «ma sarebbe irresponsabile non averla». In molti si sono chiesti tuttavia se Apple non sconfini in questo modo nell’invasione della privacy dei suoi clienti.
martedì 12 agosto 2008
Artisti in .. sabbia
lunedì 11 agosto 2008
sabato 9 agosto 2008
Lasciamo perdere
Ieri full immersion di programmi sportivi, con l’estenuante apertura dei Giochi e il superspottone propagandistico di regime, ben fatto, ma eccessivo ed economicamente insostenibile. Tra i vari servizi proposti da Rai Sport quello di Carlo Paris sugli spostamenti all’interno del perimetro in cui si svolge la manifestazione. Attraversare zone interne anche se limitrofe in Cina, che ha una superficie 32 volte superiore a quella dell’Italia, significa fare spostamenti molte centinaia di km. Ed allora il buon Carletto si è avvalso dei supertreni di Shangai, che viaggiano alla media di 400km orari nel massimo confort. Lui deve fare 44km, e sceglie 8 minuti di superlusso climatizzato made in China. Stamattina allora, appena sveglio, prendo una storica decisione, per tornare ad Avezzano, prendo il treno, dopo un attesa di oltre dieci anni. Mi collego al sito di Trenitalia, controllo gli orari, prendo quello delle 10:42. Tutto ok, sono fiducioso.Paola mi lascia in Tiburtina Station, faccio il biglietto alle macchine in cinque minuti, e mi dirigo verso il binario 17. Quello che vedo è una malconcia diligenza zeppa di relitti umani, extracomunitari all’ultimo stadio e anziani ateriosclerotici, che appena metto piede in carrozza mi squadrano e cercano con un linguaggio incomprensibile di socializzare con me. Il treno è lercio al suo interno, con poltrone pavimento e finestre che sembrano quadri monocromatici di Kandiskij. L’odore è nauseante, ma il peggio è che fa una fermata ogni 3-4 minuti. Stazione Prenestina, La Rustica, Lunghezza, in 40 minuti di percorso raggiungo Bagni di Tivoli, mentre una vecchia dall’apparenza umile e trascurata mi parla di come raccogliere le lumache, e conservare le more. Torna al paese ogni fine settimana, è una contadina, dice, ma possiede un immobile a Viale Mazzini, uno a Via Teulada ed un terzo alla Garbatella. Il viaggio è un incubo, in un ora e dieci minuti sono a Tivoli, sale ancora gente, il treno scoppia, io pure. Mannaggia a me, a Trenitalia, a Carlo Paris e .. devo tacere .. non si sa mai, visto che sono ancora qua sopra. Sosta prolungata a Mandela, per attendere il passaggio di un'altra locomotiva in senso opposto. Venticinque minuti. Si riparte ma una senegalese impreca perché non è riuscita ascendere, il treno si ferma nuovo, ma le porte non si aprono. Spero di arrivare entro stasera, d’altronde sono ben 90 km. Spero di arrivare. Punto.
venerdì 8 agosto 2008
A proposito ...
Beati gli smemorati, perchè avranno la meglio anche sui loro errori.
Friedrich Nietzsche.
giovedì 7 agosto 2008
Cominciamo bene ..

Italia Honduras 3-0 Tre gol con due rigori, questo è l'esordio italiano per le Olimpiadi di Pechino 2008. Almeno tre palle gol pulite, una partita nel complesso dominata, con qualche affanno solo fra il 10' e il 40' del primo tempo, ovvero prima di "aprire" la partita: anche senza il fuoriquota Tommaso Rocchi, fermato in extremis da un leggero infortunio, l'Italia parte bene nel torneo olimpico, con una vittoria contro l'Honduras che adesso sarà da confortare domenica, battendo la Corea del Sud, per arrivare alla partita con il Camerun, teoricamente l'avversaria del girone più temibile, a punteggio pieno. Si è giocato con 23 gradi, ma con un insopportabile 98% di umidità. Intanto è finalmente reperibile online il Calendario Olimpico, che ho inserito sulla colonna di destra. Spero tutto proceda senza incidenti, una sana competizione sportiva è tra le poche cose che ancora mi appassionano. Buona afa a tutti ..
mercoledì 6 agosto 2008
Per tutti quelli che non hanno un c...o da fare

Shantaram
Roberts Gregory D.
€ 23,00
Dati 2005, 1177 p., brossura
Traduttore Mingiardi V.
Editore Neri Pozza (collana Le tavole d'oro)
«Il mondo è governato da un milione di malvagi, dieci milioni di stupidi e cento milioni di vigliacchi»
La vita di Gregory David Roberts, avventuriero dannato e redento, è talmente travagliata da sembrare un romanzo d’appendice, una storia coinvolgente che sembra nata per il cinema, tanto che la star di Hollywood Johnny Depp ne ha acquistato i diritti. Il vero protagonista la racconta in questa ciclopica autobiografia che, a dispetto della sua mole di oltre mille pagine, mantiene intatto fino alle ultime pagine il carattere appassionante della saga che tocca la mente e il cuore.
Accolto in Australia, America e Inghilterra come un “capolavoro letterario”, bestseller amatissimo da pubblico e critica, Shantaram è la storia di un percorso personale che ha inizio a Bombay, dove Roberts fugge, lasciando dietro di sé la prigione e un’esistenza distrutta dalla droga e dalla violenza. Sin dal primo giorno la città indiana lo accoglie con la sua frenetica atmosfera, con le sue miserie e le sue meraviglie, lo stupisce e lo affascina con la sua variegata umanità. Per il fuggitivo è amore a prima vista: proprio qui il suo destino imboccherà strade imprevedibili che lo condurranno ad abbracciare esperienze pericolose, uniche e intense. A Bombay Roberts, che viaggia sotto falsa identità, incontra quello che diventerà uno dei suoi migliori amici, l’indiano Prabaker, che lo soprannominerà Lin, e una donna che gli stregherà il cuore, Karla. Introdotto nell’ambiente dei residenti stranieri, per lo più occidentali coinvolti in affari loschi ma spesso dotati di gran cuore e animati da spirito di libertà e di scoperta, Roberts diventa ben presto uno di loro e stringe rapporti con la mafia indiana, diviene trafficante d’armi, contrabbandiere e falsario. La povertà e la miseria della popolazione, tuttavia, non lo lasciano indifferente e lo spingono a fondare un ricovero per mendicanti e indigenti. Seguendo le tappe di un intenso percorso di trasformazione, l’evaso più ricercato d’Australia diviene uno Shantaram, “uomo della pace di Dio”, ma il suo destino irrequieto finisce per allontanarlo anche dall’India, portandolo a combattere in Afghanistan e Pakistan tra le file dei mujaheddin: sopravviverà laddove molti intorno a lui moriranno. Tornerà infine in Europa e a Francoforte sarà arrestato: finirà di scontare la sua pena in Australia dove nel 2003 pubblica il suo romanzo autobiografico frutto di appunti, ricordi e pensieri messi per iscritto in anni di traversie. La sua lunga storia di rinnovamento, che tocca gli abissi più profondi prima di portarlo alla rinascita, vive nelle pagine di questo libro che ha il respiro delle grandi avventure e sa regalare pagine di intensa commozione.
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domenica 3 agosto 2008
Rai a Pechino - 3 milioni di euro al giorno

Che l'Olimpiade di Pechino sarà l'Olimpiade delle polemiche è fatto risaputo. Tra regime politico, censure, smog , Tibet e tutto il resto durante l'intera manifestazione ci sarà di cui parlare e commentare. Ma quello che ci interessa sottolineare in questo post è il primato conquistato dalla RAI in termini di sprechi. La notizia che sta circolando in rete e sugli organi di stampa è che verrano spessi più o meno 3 milioni di euro al giorno per mantenere la squadra RAI (tecnici, giornalisti, commentatori, ecc.) in trasferta a Pechino. Considerato il periodo di recessione che attraversa il paese ci si sarebbe aspettato un atteggiamento più austero da parte della televisione di Stato che in quest'occasione non brilla certo in parsimonia. Speriamo almeno che valga la pena. Manca poco..
venerdì 1 agosto 2008
Cosi' viconi, cosi' lontani
Ciao Bloggers,
nonostante il caldo e le vacanze estive, vedo che si continua a scrivere e leggere.
Io mi sono spostato da poco in Svizzera, paese a noi confinante. Ma non si puo' far a meno di notare le differenze culturali tra il popolo italico e quello elvetico.
Riporto brevement un fatto di politica locale che sicuramente non e' di interesse in Italia, quindi non credo che i giornali ed i telegiornali lo abbiano riportato. Comunque mi ha fatto riflettere molto sulle differenze tra Italia e Svizzera. Mi verrebbe da dire, tra i due eccessi, ci sara' anche una via di mezzo?

Samuel Schmid, Ministro della Difesa Svizzera, nomina un certo Roland Nef come capo dell'esercito. Un curriculum impeccabile, solo note di merito nella sua carriera, ma una pecca: al momento della nomina, Roland Nef ha un carico pendente per motivi personali con la sua ex moglie. Nef non avrebbe accettato la separazione dalla sua ex compagna, perseguitandola con SMS, e-mail e incessanti telefonate. Di qui una denuncia della moglie ed un processo. Insomma, una scaramuccia tra ex, verrebbe da dire. Tanto che Nef, al momento della nomina, assicura a Schmid che il processo sara' archiviato. E infatti cosi' accade: il porcesso e' stato archiviato.
E allora? Dov'e' la notizia?
Avere un carico pendente al momento della nomina, secondo il sentir comune svizzero, rende una persona non impeccabile, e per questo non adatto a ricoprire un ruolo pubblico di tale profilo. Quando la stampa e' venuta a sapere che Schmid sapeva al momento della nomina, c'e' stato un polverone cosi' grosso, che dopo 5 giorni di resistenza, Nef ha dovuto presentare le dimissioni. Anche Schmid ha rischiato la stessa sorte, ma poi e' riuscito a "salvarsi" con una figuraccia e niente piu'.

In medio stat virtus?
nonostante il caldo e le vacanze estive, vedo che si continua a scrivere e leggere.
Io mi sono spostato da poco in Svizzera, paese a noi confinante. Ma non si puo' far a meno di notare le differenze culturali tra il popolo italico e quello elvetico.
Riporto brevement un fatto di politica locale che sicuramente non e' di interesse in Italia, quindi non credo che i giornali ed i telegiornali lo abbiano riportato. Comunque mi ha fatto riflettere molto sulle differenze tra Italia e Svizzera. Mi verrebbe da dire, tra i due eccessi, ci sara' anche una via di mezzo?

Samuel Schmid, Ministro della Difesa Svizzera, nomina un certo Roland Nef come capo dell'esercito. Un curriculum impeccabile, solo note di merito nella sua carriera, ma una pecca: al momento della nomina, Roland Nef ha un carico pendente per motivi personali con la sua ex moglie. Nef non avrebbe accettato la separazione dalla sua ex compagna, perseguitandola con SMS, e-mail e incessanti telefonate. Di qui una denuncia della moglie ed un processo. Insomma, una scaramuccia tra ex, verrebbe da dire. Tanto che Nef, al momento della nomina, assicura a Schmid che il processo sara' archiviato. E infatti cosi' accade: il porcesso e' stato archiviato.
E allora? Dov'e' la notizia?
Avere un carico pendente al momento della nomina, secondo il sentir comune svizzero, rende una persona non impeccabile, e per questo non adatto a ricoprire un ruolo pubblico di tale profilo. Quando la stampa e' venuta a sapere che Schmid sapeva al momento della nomina, c'e' stato un polverone cosi' grosso, che dopo 5 giorni di resistenza, Nef ha dovuto presentare le dimissioni. Anche Schmid ha rischiato la stessa sorte, ma poi e' riuscito a "salvarsi" con una figuraccia e niente piu'.

In medio stat virtus?
giovedì 31 luglio 2008
mercoledì 30 luglio 2008
Berlusconate

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Un concorso a premi per la città più pulita d'Europa, al quale far partecipare anche Napoli, dopo la risoluzione dell'emergenza rifiuti. E' l'idea del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, lanciata - a quanto riferiscono alcuni senatori - durante la cena organizzata al Casino dell'Aurora Pallavicini a Roma dal presidente e dal vicepresidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliarello. Berlusconi ha poi annunciato che sono già pronti i manifesti che tappezzeranno i muri del capoluogo partenopeo nei prossimi giorni e che, con uno slogan efficace, invitano i cittadini napoletani alla raccolta differenziata.
Orwellblogger
Se fosse ancora vivo, probabilmente continuerebbe a pestare in piedi in giro e a far polemiche magari usando anche il web come arma impropria. E a oltre cinquant'anni dalla morte, George Orwell torna a far sentire la sua voce e per la prima volta diventa 'blogger': i suoi diari - annotazioni personali, disegni, cronache politiche e letterarie - saranno messi online dal 9 agosto su iniziativa dell'"Orwell Prize", un premio dedicato alla scrittura politica consacrato alla memoria dell'autore di "Animal Farm". Sul sito del premio, le pagine del testo e anche un audio realizzato da un interprete d'eccezione: Peter Orwell, figlio adottivo dello scrittore, che legge il diario del padre e lo commenta. Online www.theorwellprize.co.uk
martedì 29 luglio 2008
Militarismo
Il Militarismo pone la capacità militare a fondamentamento della sicurezza di una società ed afferma che l'obiettivo più importante della società deve essere proprio lo sviluppo ed il mantenimento di un adeguato apparato militare.
Consiste di un posizionamento preferenziale delle considerazioni militari nella politica di una nazione o di altre entità politiche, e del trattamento preferenziale delle persone coinvolte ufficialmente o indirettamente con i militari in servizio o gli approvvigionamenti dell'esercito. Tale politica, quando viene adottata, causa una militarizzazione della società relativamente ad altre società contemporanee, in quanto la società militarizzata esercita la sua influenza e il suo potere sulle altre. Queste influenze sono più chiaramente visibili nella storia di stati, nazioni e imperi, quando questi di impegnano nell'imperialismo o nell'espansionismo, come avvenne per Impero del Giappone, Impero Britannico, Germania Nazista, Italia Fascista, l'espansione della RFSS Russa nell'Unione Sovietica e il successivo governo di Stalin, l'Iraq durante il governo di Saddam Hussein, e gli Stati Uniti durante il periodo del destino manifesto e della riforma dell'esercito.
Ideologicamente il militarismo consiste di un insieme di supremazia, lealismo, estremismo, emergenza-protezionismo, e nazionalismo o la sua forma più attenuata, il patriottismo. Con la giustificazione della potenziale applicazione della forza asserisce che la popolazione civile dipende dai — e quindi è asservita ai — bisogni e agli scopi del suo esercito. Principi comuni includono il sostenere la "pace attraverso la forza" come metodo corretto per assicurare gli interessi della società — e viene espressa come qualcosa che sta sopra tutto il resto; comprese le tradizionali relazioni diplomatiche e le questioni legate al benessere sociale.
Wikipedia
Consiste di un posizionamento preferenziale delle considerazioni militari nella politica di una nazione o di altre entità politiche, e del trattamento preferenziale delle persone coinvolte ufficialmente o indirettamente con i militari in servizio o gli approvvigionamenti dell'esercito. Tale politica, quando viene adottata, causa una militarizzazione della società relativamente ad altre società contemporanee, in quanto la società militarizzata esercita la sua influenza e il suo potere sulle altre. Queste influenze sono più chiaramente visibili nella storia di stati, nazioni e imperi, quando questi di impegnano nell'imperialismo o nell'espansionismo, come avvenne per Impero del Giappone, Impero Britannico, Germania Nazista, Italia Fascista, l'espansione della RFSS Russa nell'Unione Sovietica e il successivo governo di Stalin, l'Iraq durante il governo di Saddam Hussein, e gli Stati Uniti durante il periodo del destino manifesto e della riforma dell'esercito.
Ideologicamente il militarismo consiste di un insieme di supremazia, lealismo, estremismo, emergenza-protezionismo, e nazionalismo o la sua forma più attenuata, il patriottismo. Con la giustificazione della potenziale applicazione della forza asserisce che la popolazione civile dipende dai — e quindi è asservita ai — bisogni e agli scopi del suo esercito. Principi comuni includono il sostenere la "pace attraverso la forza" come metodo corretto per assicurare gli interessi della società — e viene espressa come qualcosa che sta sopra tutto il resto; comprese le tradizionali relazioni diplomatiche e le questioni legate al benessere sociale.
Wikipedia
Un ponte tra le torri
Fonte: Corriere della Sera
NAIROBI (KENYA) - Lo chiamano già « Il ponte del secolo» e, se sarà realizzato, batterà tutti i Guinness dei primati collegando le coste di Gibuti con quelle dello Yemen. Tareq Mohammed Bin Laden, principale azionista del Saudi Bin Laden Group e fratellastro del ben più conosciuto califfo del terrore, Osama, ha fatto la spola più volte nelle ultime settimane tra le due sponde dello stretto di Bab El Mandeb («Porta delle Lacrime») per avere dai presidenti dei due Paesi l'adesione alla sua grandiosa idea. Ora ha ottenuto l'ok. Il progetto del ponte è stato affidato alla società Middle East Development, sempre del gruppo Bin Laden, ed è quasi pronto, ma i dettagli sono segreti. Si sa solo che sarà sospeso, con un'autostrada e una ferrovia e, ai punti di partenza sulla terraferma, due agglomerati urbani di lusso. Il solo viadotto costerà tra i 10 e i 20 miliardi di dollari a seconda del disegno, del piano di lavoro e dei finanziamenti, mentre il progetto nel suo complesso potrebbe arrivare a 50. Per l'opera saranno necessari dai 7 ai 9 anni. Potranno passare da una sponda all'altra 100 mila auto al giorno e 50 mila viaggiatori in treno. Lo stretto di Bab El Mandeb, che separa l'Africa dall'Asia, misura nel punto in cui la distanza è minore — tra Ras Siyan, in Gibuti, e Ras Manhe-li, in Yemen — 27,4 chilometri. L'isola di Perim lo divide in due canali: quello orientale, Bab Iskender («stretto di Alessandro ») è largo più o meno tre chilometri e profondo 30 metri. Quello occidentale, Dact El Mayun, è largo poco meno di 25 chilometri e arriva a toccare la profondità di 310 metri.
Il nome dello stretto deriva dalla difficoltà che incontrano le navi per superarlo, ma qualcuno sostiene che provenga dalle lacrime versate quando un terremoto separò l'Asia dall'Africa. È uno dei tratti di mare più trafficati del mondo e non solo ora, giacché fa parte delle rotte del petrolio, ma da sempre. Secondo gli antropologi — che hanno compiuto studi sul Dna — da lì passò la prima migrazione degli umani che, comparsi in Africa più o meno 80 mila anni fa, si dispersero in tutto il mondo. La fase uno del progetto contempla la costruzione dalla costa yemenita all'isola di Perim e prevede anche una sorta di marciapiede mobile per consentire il passaggio dei pedoni; la seconda il salto verso Gibuti.

Tareq Mohammed Bin Laden ha coinvolto nel progetto ricchi finanziatori e ha già trovato negli Stati Uniti un gruppo di partner pronti a entrare nell'operazione. La società Noor City Development Corporation (Ncdc) di Napa Valley, in California (il cui presidente è un americano di origine kuwaitiana, Tarif E. Ayyad), afferma nel suo sito di essersi aggiudicata il ruolo di agente esclusivo per pianificare, costruire e gestire l'opera.
Secondo la rivista Africa Intelligence, tra le persone coinvolte nell'operazione ci sarebbero due ex membri dell'amministrazione americana: Gordon Humphrey, ora presidente dello Humphrey Group International e all'inizio degli anni '80 consigliere speciale del sottosegretario al Commercio; James Smith, un ex funzionario del Dipartimento dei Trasporti e, nel 1981, fondatore della società di pubbliche relazioni Smith Dawson & Andrews; e un ex consulente del governo americano, Daniel R. Richardson. Il compito principale della Noor è reclutare finanziamenti e appoggi politici in America, anche per evitare che qualcuno in seno all'amministrazione Usa possa avanzare riserve sull'operazione. La società di Tarif Ayyad ha quindi reclutato l'avvocato californiano John Connolly per contattare gli investitori potenziali. Con la sua «campagna americana » il fratellastro dell'uomo più ricercato del pianeta si è circondato di alcuni consiglieri potenti e rispettati, come Donald A. Simon, direttore generale dell'American Aeromedical Services Corporation. Reclutati nella squadra anche Angela Santos, influente giornalista brasiliana e l'ingegnere turco Salmeh Elkutup. Curiosità finale. Delle pubbliche relazioni si occuperà la fondatrice in Francia dell'agenzia Click (filiale della Click di New York) specializzata in sfilate di moda: Gisèle Attias Bonnouvrier.
NAIROBI (KENYA) - Lo chiamano già « Il ponte del secolo» e, se sarà realizzato, batterà tutti i Guinness dei primati collegando le coste di Gibuti con quelle dello Yemen. Tareq Mohammed Bin Laden, principale azionista del Saudi Bin Laden Group e fratellastro del ben più conosciuto califfo del terrore, Osama, ha fatto la spola più volte nelle ultime settimane tra le due sponde dello stretto di Bab El Mandeb («Porta delle Lacrime») per avere dai presidenti dei due Paesi l'adesione alla sua grandiosa idea. Ora ha ottenuto l'ok. Il progetto del ponte è stato affidato alla società Middle East Development, sempre del gruppo Bin Laden, ed è quasi pronto, ma i dettagli sono segreti. Si sa solo che sarà sospeso, con un'autostrada e una ferrovia e, ai punti di partenza sulla terraferma, due agglomerati urbani di lusso. Il solo viadotto costerà tra i 10 e i 20 miliardi di dollari a seconda del disegno, del piano di lavoro e dei finanziamenti, mentre il progetto nel suo complesso potrebbe arrivare a 50. Per l'opera saranno necessari dai 7 ai 9 anni. Potranno passare da una sponda all'altra 100 mila auto al giorno e 50 mila viaggiatori in treno. Lo stretto di Bab El Mandeb, che separa l'Africa dall'Asia, misura nel punto in cui la distanza è minore — tra Ras Siyan, in Gibuti, e Ras Manhe-li, in Yemen — 27,4 chilometri. L'isola di Perim lo divide in due canali: quello orientale, Bab Iskender («stretto di Alessandro ») è largo più o meno tre chilometri e profondo 30 metri. Quello occidentale, Dact El Mayun, è largo poco meno di 25 chilometri e arriva a toccare la profondità di 310 metri.
Il nome dello stretto deriva dalla difficoltà che incontrano le navi per superarlo, ma qualcuno sostiene che provenga dalle lacrime versate quando un terremoto separò l'Asia dall'Africa. È uno dei tratti di mare più trafficati del mondo e non solo ora, giacché fa parte delle rotte del petrolio, ma da sempre. Secondo gli antropologi — che hanno compiuto studi sul Dna — da lì passò la prima migrazione degli umani che, comparsi in Africa più o meno 80 mila anni fa, si dispersero in tutto il mondo. La fase uno del progetto contempla la costruzione dalla costa yemenita all'isola di Perim e prevede anche una sorta di marciapiede mobile per consentire il passaggio dei pedoni; la seconda il salto verso Gibuti.

Tareq Mohammed Bin Laden ha coinvolto nel progetto ricchi finanziatori e ha già trovato negli Stati Uniti un gruppo di partner pronti a entrare nell'operazione. La società Noor City Development Corporation (Ncdc) di Napa Valley, in California (il cui presidente è un americano di origine kuwaitiana, Tarif E. Ayyad), afferma nel suo sito di essersi aggiudicata il ruolo di agente esclusivo per pianificare, costruire e gestire l'opera.
Secondo la rivista Africa Intelligence, tra le persone coinvolte nell'operazione ci sarebbero due ex membri dell'amministrazione americana: Gordon Humphrey, ora presidente dello Humphrey Group International e all'inizio degli anni '80 consigliere speciale del sottosegretario al Commercio; James Smith, un ex funzionario del Dipartimento dei Trasporti e, nel 1981, fondatore della società di pubbliche relazioni Smith Dawson & Andrews; e un ex consulente del governo americano, Daniel R. Richardson. Il compito principale della Noor è reclutare finanziamenti e appoggi politici in America, anche per evitare che qualcuno in seno all'amministrazione Usa possa avanzare riserve sull'operazione. La società di Tarif Ayyad ha quindi reclutato l'avvocato californiano John Connolly per contattare gli investitori potenziali. Con la sua «campagna americana » il fratellastro dell'uomo più ricercato del pianeta si è circondato di alcuni consiglieri potenti e rispettati, come Donald A. Simon, direttore generale dell'American Aeromedical Services Corporation. Reclutati nella squadra anche Angela Santos, influente giornalista brasiliana e l'ingegnere turco Salmeh Elkutup. Curiosità finale. Delle pubbliche relazioni si occuperà la fondatrice in Francia dell'agenzia Click (filiale della Click di New York) specializzata in sfilate di moda: Gisèle Attias Bonnouvrier.
giovedì 24 luglio 2008
Ié lavapanni de paese

Ié lavapanni de paese
tutt'è meno che ne borghese.
Suda tante, stira e appicca,
giorne e notte che nzé ficca.
Quann pija la calura
beve magna e ppò se stura
Quann vole quacchhe ccosa,
s'arza prima e senza pòsa.
Iss è proprie ne brav 'ome
senza macchie ne frastono.
E' pulite come i panni
e cce piacciono le mele.
Sci', le mele moccecate,
senza scorza nè malate.
Mele bianche da appiccià,
pé sonà e fotografà.
Jé recacciane Pirulitt,
quie che cammina ritt ritt ..
Tenendo conto delle sue nuove amicizie (virtuali) .. un omaggio al Pirulo (da ieri Chicco per gli amici) !!
STORNELLI AL MARE (Alvaro Amici)
Qui sulla spiaggia de capo cotta
c'e so du fiji de na' signora
giocano a palla fanno schiamazzo
stanno sempre a rompe l'anima....
quanno che roma stava senza donne
quarcuno se dicise de trovalle.....
.te invita le sabine sopra in colle.....
a fasse na' partita colle palle.....
co quer gioco sarvo ogn'uno
li nun se sarvo nessuno..
.cosi pe' primi ....
le corne le partaro noi sabini.....
un giovanotto drento na' cabina
ha fatto un buco pe' vede na' coppia
che stavano a fa un sacco de movina,
appiccicati proprio a bocca a bocca...
tutto un tratto fa no scatto
gira l'occhi come un matto...
guarda che gliella! ...
nun m'aspetavo ch'era mi sorella.
cammina sulla spiaggia un giovanotto..
in cerca della solit'avenntura
vede na' bionda entra drenta un casotto
sembrava veramente na' pittura,
lui s'affaccia dice posso
venga avanti qui c'e posto
ma che disdetta
invece de na' donna era na' checca!
Marietta poveraccia se dispera
perche nun trova piu lo stennarello,
ha preparato gia la spianadora
ma nun po' comincia si nun c'ia' quello.
Dice luzzo persuasa mosmoscino tutta casa,
io c'io un sospetto
vedrai c'e' la la serva drenta ar letto.
mercoledì 23 luglio 2008
martedì 22 luglio 2008
I'm back !!
Eccomi qui, dopo un lungo pit stop estivo. Ringrazio gli amici per aver mantenuto in vita il Blog e saluto tutti calorosamente. Favignana, Sardegna e Sanpa, ora a Roma, belli, riposati e abbronzati, pronti per rimetterci in moto ( anche perché in auto si crepa .. hi hi hi ). Ieri toccata e fuga ad Azi Town, con una piacevole serata in compagnia di Angelo nella sua nuova e splendida dimora. Auguro a lui giornate serene e rilassanti nell'appartamento fatto a sua immagine e somiglianza. Il portachiavi ce l'hai, gli amici pure, non ti manca proprio nulla fratello.. anzi .. forse qualcosa che manca c'é .. il sound .. che non può essere altrove ..
A te e ai desaparesidos un grande abbraccio sonoro ..
A te e ai desaparesidos un grande abbraccio sonoro ..
lunedì 21 luglio 2008
venerdì 18 luglio 2008
mercoledì 16 luglio 2008
In questi giorni ho avuto modo di constatare come molte persone vengano a visitare questo Blog. Devo dire che la cosa mi ha fatto un certo effetto se si considera che tutto nacque come un modo per condividere emozioni musica notizie e quant'altro. Il merito è senz'altro dell'ideatore di tutto questo, Francesco Panella, ma è a tutte le persone che ci vengono a trovare e che non immaginiamo (specialmente una) cui voglio dedicare 'Deborah's theme'.
giovedì 10 luglio 2008
Mad mad mad ...
If living is seeing
I'm holding my breath
In wonder, I wonder
What happen's next?
A new world
A new day to see
See, see ........
giovedì 3 luglio 2008
.. dal racconto di Paola, uno dei passeggeri coinvolti
(ANSA) - *FIUMICINO* (ROMA), 29 GIU - Un principio di incendio
sviluppatosi questa mattina intorno alle 8:00 nell'aeroporto di
*
Fiumicino* ha avuto ripercussioni per circa una cinquantina di
passeggeri di alcuni voli delle compagnie aeree Air One e
Meridiana diretti a Trapani, Lamezia Terme, Alghero, Bari e
Catania che sarebbero dovuti partire in quella fascia oraria.
Dopo l'intervento dei vigili del fuoco una parte dell'area
check-in del molo nazionale e' stata transennata per motivi di
sicurezza e i passeggeri sono stati spostati in altre
postazioni. Questo ha comportato il mancato imbarco per
cinquanta viaggiatori ai quali non erano stati accettati i
bagagli per via del guasto tecnico sul nastro trasportatore
della societa' Aeroporti di Roma.
Da parte sua la compagnia aerea Air One sottolinea di
''essersi adoperata per riproteggere su altri voli tutti i
passeggeri coinvolti''. A sua volta la societa' di gestione,
Aeroporti di Roma gia' opo mezz'ora l'azione di contenimento da
parte dei vigili del fuoco ha messo a disposizione altri banchi
accettazione per le operazioni di check-in.
''Molti di noi sono qui dalle 6:00 del mattino - e' il
racconto di Paola, uno dei passeggeri coinvolti - io dovevo
partire per Trapani alle 8:50 e ora non solo mi hanno dirottato,
insieme con altri sei passeggeri con un altro volo per Palermo,
ma dovro' anche pagarmi il trasferimento in auto da una citta'
all'altra. Come se non bastasse, questa mattina, dopo il guasto
e il fumo che si sprigionava, siamo usciti dall'aerostazione,
poi quando siamo rientrati ed eravamo in fila per fare i
check-in, nessuno ci avvertiti che nel frattempo i nostri voli
erano gia' decollati. E' una vergogna''.(ANSA).
sviluppatosi questa mattina intorno alle 8:00 nell'aeroporto di
*
Fiumicino* ha avuto ripercussioni per circa una cinquantina di
passeggeri di alcuni voli delle compagnie aeree Air One e
Meridiana diretti a Trapani, Lamezia Terme, Alghero, Bari e
Catania che sarebbero dovuti partire in quella fascia oraria.
Dopo l'intervento dei vigili del fuoco una parte dell'area
check-in del molo nazionale e' stata transennata per motivi di
sicurezza e i passeggeri sono stati spostati in altre
postazioni. Questo ha comportato il mancato imbarco per
cinquanta viaggiatori ai quali non erano stati accettati i
bagagli per via del guasto tecnico sul nastro trasportatore
della societa' Aeroporti di Roma.
Da parte sua la compagnia aerea Air One sottolinea di
''essersi adoperata per riproteggere su altri voli tutti i
passeggeri coinvolti''. A sua volta la societa' di gestione,
Aeroporti di Roma gia' opo mezz'ora l'azione di contenimento da
parte dei vigili del fuoco ha messo a disposizione altri banchi
accettazione per le operazioni di check-in.
''Molti di noi sono qui dalle 6:00 del mattino - e' il
racconto di Paola, uno dei passeggeri coinvolti - io dovevo
partire per Trapani alle 8:50 e ora non solo mi hanno dirottato,
insieme con altri sei passeggeri con un altro volo per Palermo,
ma dovro' anche pagarmi il trasferimento in auto da una citta'
all'altra. Come se non bastasse, questa mattina, dopo il guasto
e il fumo che si sprigionava, siamo usciti dall'aerostazione,
poi quando siamo rientrati ed eravamo in fila per fare i
check-in, nessuno ci avvertiti che nel frattempo i nostri voli
erano gia' decollati. E' una vergogna''.(ANSA).
mercoledì 2 luglio 2008
Sull' isola di un'isola della penisola accade che ..
giovedì 26 giugno 2008
Single & single

Single & single
Carollo Sabrina
€ 6,90
Dati 2008, 256 p., ill., brossura
Editore Giunti Demetra (collana Pocket)
Un prontuario per chi, uomo o donna che sia, conduce, per scelta o per forza, una vita da single. Il volume, concepito per lettori di entrambi i sessi, fornisce, con tono ironico e canzonatorio, qualche suggerimento per cavarsela splendidamente tanto nella gestione della casa, quanto nell'organizzazione della vita privata. Il libro si struttura in quattro parti. La prima è dedicata alle problematiche legate alla casa, la spesa e via dicendo. La seconda parte è rivolta al problema dell'anima gemella: dove, come e quando trovarla? La terza parte rovescia la questione: come conquistare un single? Chi sono i tipi e le tipe da evitare e qual è l'atteggiamento giusto per avere successo. Infine l'ultima sezione: come uscirne?
Uomo
Potrei scrivere molto......(mmmmh), dico solo che amo questa donna.
"tu non parlare più
a me basti tu
che saranno mai sté domande stupide"
"tu non parlare più
a me basti tu
che saranno mai sté domande stupide"
Non si sevizia un Paperino (Lucio Fulci 1972)
Non si sevizia un paperino è considerato da molti critici cinematografici il miglior film di Lucio Fulci. Il film era anche uno dei suoi preferiti [1].
La scena più sconvolgente del film è probabilmente quella della morte della maciara (Florinda Bolkan), che viene circondata dai tre padri dei bambini uccisi che la credono l'assassina e la prendono a colpi di catene che le squarciano il corpo, sulle note della canzone Quei giorni insieme a te di Ornella Vanoni.
Il film ebbe problemi con la censura, per la scena in cui la Bouchet si mostra nuda a un bambino, (in realtà un nano maggiorenne), e venne duramente attaccato dai cattolici. [1]. Per questo motivo venne rilasciato in edizione ridotta per la versione europea, mentre venne bandito negli Stati Uniti d'America. Risale al 2000 la prima edizione in DVD negli USA. Nei passaggi televisivi il film è pesantemente tagliato.
Curiosità
* In realtà il bambino che guarda Barbara Bouchet nuda era un nano, Domenico Semeraro, noto allora come "il nano della Stazione Termini". Nei controcampi della scena c'è lui, mentre i primi piani sono di un vero bambino, che al posto della Bouchet nuda vide delle code nere. Semeraro venne ucciso nella notte tra il 25 ed il 26 aprile del 1990, in un tragico e misterioso fatto di cronaca nera.
Wikipedia
mercoledì 25 giugno 2008
In media stat Virus
E' proprio vero, l'età gioca brutti scherzi. Non ho mai preso virus che non fossero influenzali o genetici prima d'ora. Sono stato colpito ( unico caso in Italia a quanto pare ) da un originalissimo e simpatico virus intestinale, caratterizzato da nausea, vomito e dolorosissime e persistenti fitte addominali, nonché da sporadica flatulenza e spossatezza acuta. Con il gioviale clima romano tutto questo concilia alla grande. Sono tre giorni che soccombo a questo martirio, ed oggi, sinceramente, comincio a stancarmi. Saluto e abbraccio desaparesidos e non, milanesi, olandesi, avezzanesi, ipertesi e fraintesi, io sto più o meno cosi' ..
Ma come cazzo si fa ?!?!?!?!?!
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