sabato 30 giugno 2007

Nuova veste grafica per il mio blog


Nuova "testata" anche per il mio blog!
Fra', sto anche sperimentando una tagboard (gratuita e semplicissima sia da installare che usare) che può essere utile per i saluti brevi, dai uno sguardo... magari ti inseressa per questo sito che è molto (e ben) frequentato.
Un saluto a tutti.
Roberto

venerdì 29 giugno 2007

DRAWING RESTRAINT 9 (per andare sul pesante)



http://www.drawingrestraint.net

MATTHEW BARNEY...



Ecco cosa può generare la mente umana....
Sono andato a vedere un lungometraggio dal titolo "Drawing Restraint" in anteprima nazionale .. in un cinema a luci rosse al Pigneto (Roma). Il film è durato oltre 2 ore, lentissimo, allucinante. Immagin e suoni, penetranti, riti shintoisti, natura, e nessun dialogo, scene lunghe, inesorabilmente....poco colore, quasi bianco e nero.
Alla fine del film un accenno di applauso, deturpato da un successivo silenzio tombale...

Matthew Barney: Cremaster 3

Una serie di cinque film: Cremaster 1, 2 , 3 , 4 ,5.
Li ho a casa, non ho ancora avuto il coraggio di vederli.

giovedì 28 giugno 2007

Per chiudere una strana giornata

Il riferimento a Gangster, educazione e censura e' puramente casuale...giuro!!

Buona serata a tutti con il live di un classico dell'hip hop.




Dr Dre e Snoop Dog- Still Dre

Mah!! ..Dite la vostra

Vorrei porre alla vostra attenzione un episodio accaduto qui di recente per permettere a tutti di commentare quanto accaduto, opera mia e non solo, sotto la voce " Censura ". No perhé mi girano i coglioni quando devo parlare con un fantasma.
Il sig. ..., guest del Blog, in un commento inerente un Post di qualche giorno fa si esprimenva con un lapidario " Mah!! " ed io in quanto amministratore (insieme a molti) e moderatore( mai )del Blog ho avuto l'impressione che quel commento, palesemente provocatorio ma al tempo stesso sconclusionato, non stesse bene in un contesto di persone amiche che parlano del più e del meno, a volte con leggerezza, altre volte con argomenti di maggior spessore. Mi é sembrata un mancanza di educazione palese nei confronti del Postmaster, cosi' ho provveduto ad avvisare la persona in questione che avrei cancellato il suo commento, invitandola ad apportare una critica costruttiva e porgendo le mie scuse per l'accaduto ed invitando qualora non ne sentisse la necessità a sorvolare e trascurare l'articolo. Niente. Ne una risposta, ne una critica per l'azione compiuta. Ok, trascorrono due giorni. Oggi. Ore 14:45. Entro in Libreria, e apro il Blog. Un Post sulla censura con l'immagine di uno pseudodittatore e le parole " tanto sono sicuro che questo post verrà cancellato ". Mah!! Mi incazzo, e pubblico Censura ed Educazione ( Post precedente ). Poi, però, in un momento di lucidità, tolgo provvisoriamente l'articolo e chiamo la persona che, naturalmente, non mi risponde. Allora sms.. attendo..niente. Apro di nuovo il Blog...Mah!! sparito, autocensurato.. il sangue al cervello. Decido dopo due ore di attesa di pubblicare togliendo una parte diretta personalmente a lui, per non far capire a tutti gli altri di chi si parlasse, e lui mi manda istantaneamente un sms polemico e provocatore.
Io non sono proprio normale, ma... Mah!!

Un pò di sana leggerenza nel blog...



Chissà se oggi ci sono riuscita?
Se non ci sono riuscita significa che youtube non fa per me!
Vero Frà?
Godetevi un pò di sano cazzeggio romano..ogni tanto serve anche farsi una risata..
..ma dove siete tutti quanti?
Bacio
a

Censura ed Educazione

Censura
da Wikipedia


Per censura si intende il controllo della comunicazione verbale o di altre forme di espressione da parte di una autorità generalmente associata al potere politico. Nella maggior parte dei casi si intende che tale controllo sia applicato all'ambito della comunicazione pubblica, per esempio quella per mezzo della stampa o dei mass media; ma si può anche riferire al controllo dell'espressione dei singoli.

Educazione
da Wikipedia

Il significato originale ed etimologico della parola educazione viene dal latino e-ducere che significa letteralmente condurre fuori, quindi liberare, far venire alla luce qualcosa che è nascosto.

L'idea deriva dalla filosofia platonico-socratica, secondo la quale imparare altro non è che un "ricordare" dalla nostra passata esistenza, e che tale conoscenza deve essere "condotta fuori" da noi tramite la maieutica, letteralmente arte del far partorire, ovvero condurre fuori, e-ducere. Con Emerson e le scuole a lui ispirate, invece, l'educazione si prospetta anzitutto come autoeducazione e come autocoltivazione che dura per tutta la vita.

N. B. Nell'educazione rientra anche rispondere al telefono. Rispondere ai messaggi. Non cancellare Post polemici.

Dedicato ai Romani de' Roma e affiliati....

Per non pensare al cielo grigio ed ai 12 gradi (ieri sera ho acceso il riscaldamento), mi consolo con un classico dei classici....

Questa e' una conseguenza del vivere nel lontano nord...(si' sono io quello che porta le visite dai Paesi Bassi al blog al 19%)






P.S.

A Fra'...piu' tardi ti do' la soluzione dell'enigma di ieri....

Ave Morituri, Cesare vos salutant


Cesare Spera è down. Non sà parlare, ma ha una forza fisica straordinaria, é campione di equitazione, pittore affermato, nonostante i suoi 19 anni, ed un animo nobile e gentile. Se potesse esprimersi come tutti noi ed aveese le capacità lo inserirei come guest, visto sto mortorio...

mercoledì 27 giugno 2007

E se invece di Walter avesse vinto Renato?

Posto questo mio articolo pubblicato proprio oggi, nel giorno della pubblica inconorazione di Sua Maestà Walter Veltroni a leader planetario. Un saluto a tutti :)
Dal Secolo d'Italia di mercoledì 27 giugno 2007
Rubrica settimanale Appropriazioni (In)debite
La scenografia del Lingotto è pronta, degna del più sfavillante set cinematografico. L’annuncio, nei giorni scorsi, è stato solenne: dirò sì ma a Torino, nella città operaia per eccellenza. La location prima di tutto, simbolismo prêt à porter e citazioni evocative da grande illusionista. Veltroni, l’unico, a sinistra, a non essersi (ancora?) sputtanato. Nel frattempo, si predispone ad imperare sulla metà progressista, catto-comunista e radical chic degli italiani, passata in poche ore dalla disperazione politica ad una sensazione che, parafrasando una canzone di Carmen Consoli, potremmo definire di «confusione e felicità». Come se per rianimare l’Italia affondata da Prodi bastasse organizzare una notte bianca a mo’ di ricostituente.
E pensare che se trent’anni fa non ci fosse stato il compagno Renato Nicolini (classe ’42) ad inventarsi l’estate romana, oggi Veltroni non siederebbe sul trono dell’effimero trasformato in gigantesca macchina di consenso, della creatività irreggimentata in imprenditoria culturale assistita, della fantasia al servizio - non della politica - ma del potere, delle idee ridotte a spot.
Perché Nicolini è stato il primo a capire l’importanza strategica che la promozione culturale e l'immaginari possono rappresentare per un ente locale e soprattutto per una città. Senza la sua geniale intuizione, non avremmo avuto i Daverio e gli Sgarbi a Milano, men che meno ora ci troveremmo ad affrontare Veltroni che, nella seconda metà dei Settanta, muoveva timidamente i suoi primi passi da piccolo burocrate di partito in Campidoglio. Abbastanza sveglio da capire al volo l’aspetto più appetitoso della lezione nicoliniana: la cultura quale strumento di intervento sulla qualità della vita dei cittadini. Per intenderci: se messi in condizione di respirare – oltre allo smog – un clima di festa permanente, i romani diventano miracolosamente più indulgenti nei confronti dei tanti disservizi. Ma l’approccio di Nicolini (emulato negli anni a seguire, non sempre brillantemente, da decine di assessori e sindaci) non si riduceva certamente a fare da cuscinetto sociale. Al contrario, si presentò come rivoluzionario rispetto alle ingessate e girgie gestioni democristiane e moderate. E se ne accorsero sin da subito gli amministratori dell’epoca, a partire da quell’Eligio Filippi cui il nostro subentrò all’assessorato alla cultura nell’agosto del ’76 (rimanendovi sino a luglio ’85, tanto da veder passare i sindaci Argan, Petroselli e Vetere) e che – ha raccontato lo stesso Nicolini - «aveva gestito l’assessorato come un salottino privato dove incontrava il bel mondo e promuoveva feste di folklore». Quel comunista "creativo" e irregolare rompe radicalmente con i metodi del passato, cambiando per prima cosa interlocutori. Non più intellettuali e istituzioni deputate per “statuto” alla cultura. Si rivolge a realtà associative nuove quanto spontanee, valorizza le tante voci di una società italiana in piena trasformazione, più di quanto raccontino le cronache di quegli anni, la cui attenzione è rivolta soprattutto all’allarmante escalation di violenza urbana. Nicolini investe su un nuovo ceto medio creativo, che è quello che esce dalle esperienze dei cineclub, delle radio libere, delle università. La peculiarità è l’improvvisazione, le iniziative sono lasciate completamente libere di esprimersi. La sfida è lanciata e risulterà vincente, perché risponde all’attesa del pubblico. Come ha scritto Giampiero Mughini, la gente «voleva tornare a ridere, a far tardi la sera, a godersi l’insostenibile leggerezza dell’essere. Tutti volevano dimenticare i giorni lividi dell’orrore, indossare delle belle giacche, fare lunghe vacanze, incontrare ragazze che non avessero più l’aria minacciosa dei ’70, ascoltare della musica la più assordante possibile».
E' Umberto Croppi a sottolineare i tanti aspetti positivi di quella stagione, anche per gli allora "giovani di destra": «Il ’77 non segna – come sostengono alcuni – l’inizio degli anni di piombo, semmai l’inizio della fine di un clima reso cupo dal marginalismo e dalla disperazione di pochi epigoni che, di fatto, finiscono per tenere sotto assedio le città italiane. Ed è anche grazie al moltiplicarsi delle iniziative culturali di Nicolini - prosegue Croppi - che migliaia di romani rompono il coprifuoco dettato dalla paura e riscoprono il piacere di stare all’aperto, di frequentarsi e divertirsi, riappropriandosi di aree della cultura popolare che, sino a quel momento, erano letteralmente proibite a molti e soprattutto ai “fascisti”, come ad esempio i concerti rock, decisamente impraticabili per chi non indossasse il look d’ordinanza». Consapevole o meno, il risultato dell'azione di Nicolini fu proprio questo: «Evitare il rischio di soffocare in lotte tra fazioni». Ovvero rispondere alla contrapposizione ideologica e all’emarginazione delle periferie inducendo i romani ad usufruire degli spazi pubblici e di monumenti troppo a lungo «imbalsamati» offrendo loro gli spettacoli più diversi: dalla musica pop al balletto, dalle maratone cinematografiche di film popolari al teatro da strada, mettendo in scena veri e propri patchwork postmoderni tesi ad abbattere gli steccati culturali tradizionali.
Un’operazione che va nella direzione contraria rispetto a quella portata avanti dai conservatori e burocrati del Pci, tesa a dividere il mondo giovanile – che nel ’77 è trasversalmente , da destra e sinistra, animato dalle stesse pulsioni estetiche e libertarie – per costruire l’egemonia culturale e edificare il totem della superiorità culturale e morale della sinistra, miseramente quanto definitivamente crollato proprio in questi anni. Lo stesso Nicolini, in una tavola rotonda dell’82 su “L’effimero e la cultura di massa”, ne aveva spiegato la valenza innovativa: «Il profilo all’apparenza leggero delle manifestazioni romane contiene in sé la ricerca di una dimensione politica alternativa in grado di conseguire non tanto la prefigurazione di un avvenire ipotetico possibile, la formulazione di modelli di società virtuosa, ma la capacità di scegliere quegli elementi che sono in grado di produrre movimento, di formulare nuove ipotesi, di rinnovare la cultura e la politica stessa».
Nel successo dell’effimero, formula che esprime meglio di tanti saggi storico-sociologici la negazione della cultura materialista, si manifesta la crisi irreversibile del comunismo e l’insofferenza crescente per la rigidità e l’intolleranza dei miti marxisti-leninisti. Di converso si avverte sempre più il bisogno diffuso di irrazionale e spiritualità, di valori condivisi, di immaginario, di partecipazione. Nicolini decide di interpretare fino in fondo tale sentimento collettivo, dimostrando un incredibile coraggio politico che lo porta a rompere con la tradizione sindacale e la retorica delle manifestazioni dei lavoratori e organizzare – il 1 maggio ’81 – una grandissima festa popolare dai tratti mitopoietici e simbolici: centoventimila persone in piazza del Popolo per celebrare i quattro elementi naturali. La terra, rappresentata dalle bande musicali che calcano la piazza; l’aria, con decine di mongolfiere che si alzano in volo; il fuoco, con fuochi d’artificio; l’acqua con una cascata sulla parete del Pincio. Non manca, oltre all’elemento simbolico, quello magico: è un mago a comandare il gioco d’acqua. Altrettanto evocativo il festival del cinema di Massenzio. La cui prima edizione, nell’estate del ’77, piuttosto che riproporre le solite pellicole “impegnate” è dedicata al cinema epico, una formula che anni dopo troverà il suo culmine con la proiezione del mitico Napoleon di Abel Gance al Colosseo, capace di inchiodare sotto la pioggia Danielle Mitterand, moglie del presidente, insieme a famigliole armate di plaid e panini, cinefili e gente semplicemente in cerca di svago. E’, quella del pubblico entusiasta, la migliore risposta alle stroncature dei soliti critici del politicamente corretto, che liquidano le prime edizioni come spazzatura trash. Forse perché l’esplosione di creatività finisce per mettere in discussione il ruolo stesso di arbitri culturali cui gli intellettuali di sinistra non intendono rinunciare. Lo stesso festival dei poeti beat a Castel Porziano del ’79, che richiama trentamila giovani, è un’altra invenzione nicoliniana, tra i pochi a capire come il movimento beat rappresentasse un fenomeno esistenziale che poco o nulla aveva a che fare con il marxismo. E’ difficile ricordare la miriade di iniziative, dalla “Ricerca del ballo perduto” a Villa Ada alla – ebbene sì – “Affabulazione dalle fogne”. Già, perché in quegli anni stravaganti c’era chi gridava “Fascisti, carogne, tornate nelle fogne” e chi dalle fogne (letteralmente, da impianti fonici inseriti nei tombini) si preoccupava di far ascoltare ai passanti musica o letture di brani celebri.
L’intelligenza di Nicolini - la colpa imperdonabile, per certa sinistra - è stata quella di muoversi in sintonia con lo spirito dei tempi nuovi, sintonizzandosi con un immaginario «restituito al suo potere d’incanto, senza snobismi e distinzioni. Cultura alta e bassa insieme, la libertà e il piacere del consumo come ricetta anche politica per richiamare e far convivere pubblici diversi, senza barriere d’ideologie». Senza manipolazioni, senza modificazioni genetiche, senza ricorrere a fredde operazioni di marketing. «Poi – ha dichiarato recentemente Nicolini – la logica stanca della politica tornò a prevalere, la macchina a subire impacci burocratici, tentativi di lottizzazione, i costi si impennarono… I partiti si sono accorti che iniziative come queste portano consensi e se ne sono appropriati». Così da spingere Nicolini, ordinario di Composizione all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, a dedicarsi ai suoi mille talenti di architetto, autore di testi teatrali e organizzatore culturale itinerante: direttore artistico di Volterrateatro, vicepresidente della Fondazione Festival dei due mondi di Spoleto, commissario del Teatro Stabile de L’Aquila, presidente del Palazzo delle Esposizioni... Parlamentare dall’83 al ’94, assessore all’Identità (altro tema centrale nella sua concezione della politica) del Comune di Napoli a guida Bassolino – da tempo non è più nella politica attiva, il che non gli ha impedito di intervenire per dire la sua, com’è capitato spesso a Roma, lanciando sempre lo stesso invito: «Bisogna tornare a sperimentare!» Dell’amministrazione capitolina non è entusiasta, anzi è critico: «Veltroni non osa più, tutto è ormai all’insegna dei grandi eventi. La Casa del cinema a Villa Borghese? Non era meglio a Cinecittà? Per natura diffido delle cose troppo ordinate. E basta con le aree vip negli eventi culturali. Si inaugura troppo, non solo le opere complete, anche i cantieri».

Libro del giorno



Tutto scorre...
Grossman Vasilij
Prezzo € 16,00
Dati 1987, 230 p.
Traduttore Venturi G.
Editore Adelphi (collana Fabula)


Bello perchè sono semplicemente dei pensieri, puri pensieri, di un uomo travolto dalla guerra, travolto dalla maniacale voglia di grandezza di un popolo così contradittorio: da un lato detentore di grande cultura, dall'altro stupido e ignorante. La cosa più forte ed espressiva di questo libro è la lucida analisi di quei terribili anni. Pochi libri sono così efficaci nel raccontarci ciò che è stato ed è, il sentimento russo. Le contraddizioni di un popolo glorioso, profondamente spirituale, che ha esaltato, sopportato e subito ogni tipo di regime, ma che ha mantenuto una ricchezza culturale inestimabileBello..

From Other Side of the Moon

Biby Cletus ci scrive come dice lui " dall'altro lato della Luna ", é un giovane di Kerala, in India, complimentandosi con noi per i contentuti trattati e come dice lui la "Spirituality" insita in tutti noi. Ringrazio questo lontano fratello e gli auguro una buona vita nella terra di Uomini e di Dei, regno di splendori e miserie inerarrabili.



Per Bibi e nel rispetto della spiccata spiritualità indiana ..

«Molti e molti anni fa, i sessantamila figli malvagi del re Sagara furono inceneriti dallo sguardo furioso di un Saggio disturbato durante la meditazione. Sessantamila anime morte, prigioniere dell’inferno, che solo l’acqua della dea Ganga avrebbe potuto liberare in cielo e far entrare nel regno di Visnu.

Molti e molti anni dopo, Yama, il dio dei Morti, giudice delle azioni umane, chiese al re Bhagirath, il discendente di quella stirpe, di riscattare i suoi antenati e di far scendere Ganga sulla terra.

Il Dio [Shiva, N.d.R.] ascoltò [le preghiere di Bhagirath, N.d.R.]. Esaudì il suo desiderio. Ma la dea Ganga ‘colei che va veloce’, cadendo dal cielo avrebbe distrutto la terra con la sua potenza se Shiva, imprigionandola nella foresta dei suoi capelli non l’avesse domata e ridotta a sorgente benevola e purificatrice. E cosi la Ganga scese dalla fronte di Shiva, seguì il re Bhagirath e si scavò il suo corso in questa valle stretta e profonda che da allora prese il nome di Bhagirathi.» (Giuseppe Cederna – Il grande viaggio)

Good Morning Ghosts

Buongiorno a tutti amici. Noto con dispiacere che nonostante riceviamo visite dall'estero i miei amici "guests" fanno poco o niente per animare la comunità. Senza la mia presenza é calma piatta. Pazienza. Capisco gli impegni, la poca volontà, la carenza di argomenti ma.. vabbé lasciamo stare.. anzi come direbbe qualcuno Mah!!
Io oggi sono qui e questo clima primaverile migliora nettamente il mio umore, oggi inserirò diversi argomenti su cui discutere pressoché in due o tre, considerato il vostro stato d'inerzia, perché in fondo ci sono tante cose di cui poter parlare..
Intanto questa é la mia buona giornata..

martedì 26 giugno 2007

Kill the Brain

Ringrazio Roby per il consueto Post di qualità ed Alesanta per averci provato, sugli altri sorvolo... Nel " Segno dei quattro " Sherlock Holmes pronunciò una frase divenuta celebre: " Quando hai eliminato l'impossibile, qualsiasi cosa rimanga, per quanto improbabile, deve essere la verità ".

Un arbitro di calcio, Brendan Black, fu trovato morto, strangolato con una calza verde ancora avvolta intorno al collo. Una pista di indizi condusse Holmes a tre sospetti: George Green, Bill Brown e Wally White, tre appassionati giocatori di calcio a livello amatoriale. Holmes sapeva che uno giocava per la Dipsiwith City, un altro Liverwurst Wranglers e il terzo Tottering Tuesday, ma le sue indagini non riuscirono a scoprire chi giocasse nelle varie squadre. Sapeva però che la divisa ufficiale di ogni squadra consisteva di maglietta, calzoncini e (guarda caso) calze.
Inoltre, la divisa di ogni squadra comprendeva un indumento verde, uno marrone e uno bianco ( contando le calze come un indumento unico ). Nessuno, ovviamente, indossava calze spaiate. Sottili indizi raccolti sulla scena del delitto fecero comprendere a Holmes che l'assassino aveva usato una delle proprie calze da calcio per strangolare lo sfortunato arbitro. Inoltre il grande detective fu in grado di provare che l'omicidio doveva essere stato commesso da uno dei tre sospettati. Alcuni testimoni lo informarono che i tre giocatori indossavano ognuno una maglia di colore diverso, un paio di calzoncini di colore diverso e un paio di calze di colore diverso. Nessuno di loro indossava due o più indumenti dello stesso colore. Holmes dedusse immediatamente che ognuno dei sospettati doveva indossare esattamente un indumento del colore corrispondente al suo nome. Cioé a dire; White indussava un indumento bianco, Brown indossava un indumento marrone e Green indossava un indumento verde. Indagini discrete del Dottor Watson portarono alla luce altre informazioni utili:

1 O questi tre indumenti erano tutti dello stesso tipo ( per esempio, tutte maglie ) oppure tutti di tipo diverso ( maglia, calzoncini, calze )

2 Le calze di Brown erano dello stesso colore della maglia di White

3 La persona il cui nome era il colore dei calzoncini di White indossava calze del
colore corrispondente al nome della persona che indossava una maglia bianca

4 Il colore delle calze di Green corrispondeva al nome della persona che indossava i calzoncini dello stesso colore della maglia indossata dalla persona il cui nome corrispondeva a quello delle calze di Brown

"E' inutile, Holmes", disse Watson scoraggiato. " Non troveremo mai l'assassino ". " Al contrario, mio caro Watson. La soluzione é elementare"

" Chi é dunque il criminale? "

A voi l'ardua sentenza..

DOVE è DJ BILLI?


Billi ed amici del blog..

..so che non tutti condividete ma a me piace alleggerire un pò il blog ogni tanto, così passo con leggiadria e spensieratezza (ed, ahimè un pizzichino di ignoranza) dai mostri sacri del Jazz a Claudio Coccoluto (solo perchè è italiano ma ne avrei altri da suggerire...), che mi hanno fatto conoscere il mio amico Frangi ed il mio dj preferito ossia Billino.

Ed a tal proposito mi chiedo: ma dove è finito Billi??????? E Frangi perchè oggi è assente?

SOS Billiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Bacini

a

lunedì 25 giugno 2007

Il Colossus torna in Italia

Il Saxophone Colossus torna in Italia. E' un regalo di Umbria Jazz: suonera' a Perugia il 14 Luglio 2007.
Nonostante i programmi musicali sempre meno prestigiosi, quest'anno Umbria Jazz portera' nuovamente sul palco il grande Sonny Rollins.

Settantasette anni di pura carica emotiva. Non sbaglia una nota, e suona ancora con l'entusiasmo di un ventenne.
Dopo anni ed anni di vita sregolata e vizi (tossicodipendenza da eroina negli anni '30, poi 2 anni da muratore per disintossicarsi ed "uscire dal giro", poi notti nei fumosi locali underground descritti da Kerouac), oggi Sonny Rollins e' Buddhista praticante, religione che ha contribuito notevolmente, a detta sua, al suo stato attuale di ben essere ed energia interiore.

Ecco come si presenta ai giorni nostri nei concerti (vi assicuro che il video non rende affatto giustizia alla vera atmosfera che si respira)





Ed ecco quello che ha combinato "qualche" hanno fa in Italia. Da notare che Rollins e' stato uno dei primi, se non il primo sassofonista, ad improvvisare senza accompagnamento musicale.



Riporto di seguito una frase di Miles Davis su Sonny Rollins (http://it.wikipedia.org/wiki/Sonny_Rollins):

« Sonny era una leggenda, quasi un Dio per i musicisti più giovani. Molti pensavano che suonasse al livello di Bird. Quello che posso dire io è che ci andava molto vicino. Era un musicista aggressivo e innovativo con sempre nuove idee. Mi piaceva tantissimo come suonatore ed era anche un grande compositore. (Ma penso che più tardi Coltrane lo abbia influenzato e gli abbia fatto cambiare stile. Se avesse continuato quello che stava facendo quando lo conobbi, forse sarebbe oggi un musicista anche più grande di quello che è - ed è un grande musicista) »

Se volete saperne di piu', Wikipedia, come al solito, e' un ottimo punto di partenza: http://it.wikipedia.org/wiki/Sonny_Rollins

Una leggenda vivente....spero di trovare i biglietti!!


PS del PS: e poi sono tutti così brutti!!!!

Formentera in ritardo...


Ciao a tutti ecchime..

..che palle le vacanze e che palle andare in posti brutti con gente noiosa che si annoia e che non ha nulla da raccontare.

Meno male che io sono una chiacchierona.

Voglio comunque associarmi a Ninetta (Rospo mio) nell'opera di dissuazione di recarsi in quell'amena e deserta isola dove ci si rompe tanto le palle!

Vi dedico una foto.

Bacio bacio

a
PS: la leccata era finta ovviamente!

DEDICATOA A ME!



Pansonic live : Synch fest Athens

Una ricerca spasmodica nelle viscere dell'ascolto. Suoni puri al limite della sopportazione umana, che entrano in contatto diretto con la fisicità e colpiscono l'organismo là dove nessuno è mai arrivato. Chimici indecifrabili di asettiche sonorità corporee. I Pan Sonic e l'esperienza acustica del terzo millennio.
L'esperienza fisica del suono
Si sono trincerati in una stanza per dieci ore, senza cibo e senza acqua. Soli con la loro musica: un flusso di basse frequenze sparate a 125 decibel. Non si chiamavano Panasonic e nemmeno Pan Sonic e se il loro marchio rispondeva al nome di Ultra 3 o Sin Ø poco importa, lo scopo di allora è identico a quello di oggi: infliggere e (prima di tutto) infliggersi particolari vibrazioni acustiche, indagare sugli effetti di queste sul corpo prima ancora che sulla mente.

C’è un qualcosa di affascinante, morboso e sottilmente temibile nell’arte di Mika e Ilpo: la loro è una musica a forte impatto, un’ossessionante susseguirsi di modulazioni di toni puri, pulsazioni, scarti di suoni, folate radioattive che assieme formano una fauna di vecchi dispositivi elettrici dimessi, ma ancora in grado di produrre minacciose conseguenze sull’organismo.

per visionare tutto l'articolo:

http://www.sentireascoltare.com/CriticaMusicale/Monografie/pansonic.htm

Ogni maledetto Lunedi'



Un buongiorno a tutti voi amici, e a tutti i gradevoli umidicci 37.5 gradi di questa ridente cittadina... Come sapete tutti i lunedi mattina torno da Roma, e come solito ultimamente questa giornata si presenta nefasta ogni qualvolta giunga il momento di ripartire. Dopo la batteria scarica della Renault Scenic di quindici giorni fa, ed il blocco della Mercedes classe A la scorsa ( in Autostrada, ehm!.. in curva, per la precisione, sulla salita prima dell'Autogrill di Carsoli Km 6,5 da.. andata e ritorno - causa spia malfunzionante gasolio ), oggi esco di casa con Paola, raggiungiamo la sua auto, una Peugeot 307, e notiamo che non si apre. Ok, batteria scarica faccio io, apriamo con la chiave e notiamo subito l'assenza di una della leve collocate di fronte il blocchetto di accensione. Divelto brutalmente da qualche simpatico tossico od extracomunitario o nonsocchi' che avrebbe voluto farsi gratis una bella macchina , non riuscendo nell'impresa solo grazie ad un passepartout sbagliato che noi, dopo numerosi tentativi, sotto al fresco sole romano, abbiamo estratto, giungendo alla scontata conclusione che non c'era nulla da fare, se non chiamare il carroattrezzi per far caricare l'auto che è stata portata al concessionario più vicino con conseguenti costi di trasporto e riparazione..
Pirulo lamenta giustamente il significativo calo di creatività dei Postmasters che, vuoi per il caldo, o per il relativo inpigrimento che ne deriva, sono sempre più svogliati e privi di iniziativa.. io invece ho dato un occhiata al contatore... meno male che c'é il resto del mondo..

Aggiornamento visite Blog. Ore 15:55 di Lunedi 25/06/2007

Italia 1999
Stati Uniti d'America 268
Paesi Bassi 52
Altri 41
Regno Unito 19
Spagna 14
Brasile 12
Germania 10
Canada 9
India 9
Francia 8
Turchia 7
Svizzera 7
Portogallo 6
Taiwan 5
Svezia 5
Cile 5
Australia 4
Giappone 4
Argentina 3
Sud Africa 3
Grecia 3
Indonesia 3
Belgio 2
Tailandia 2
Norvegia 2
Polonia 2
Austria 2
Messico 2
Slovenia 1
Bhutan 1
Bahamas 1
Singapore 1
Romania 1
Paraguay 1
Pakistan 1
Filippine 1
Nuova Zelanda 1
Malesia 1
Monaco 1
Kuwait 1
Israele 1
Irlanda 1
Croatia/Hrvatska 1
Guatemala 1
Bulgaria 1
Colombia 1
Cina 1
Georgia 1
Egitto 1
Repubblica Dominicana 1
Danimarca 1
Repubblica Ceca 1

BASTA POCO...



Tante volte andiamo alla ricerca di cose eclatanti da realizzare, che magari non siamo in grado di fare, quando invece basterebbe una scintilla "geniale" per produrre qualcosa di bello, con poco o addirittura con niente...

Autor: FUNKI PORCINI
Album: FAST ASLEEP
Track: ATOMIC KITCHEN