venerdì 7 dicembre 2007

Una simpatica condomOna

Oggi, uscendo dal'appartamento del mio amico-collega Stefano " Logan ", situato nella zona nord di Avezzano, mi sono imbattuto in un annuncio a dir poco atipico, affisso sul retro del portone d'ingresso. Non ho potuto fare a meno di portarlo con me ..
Da leggere attentamente


7 minuti di ... spensieratezza per iniziare bene il week end ...



Ringrazio il grande maestro per la consulenza.

virtual life


foto di Francesco Scipioni


Rovistò nelle tasche del vecchio soprabito cercando le chiavi. Tirò fuori un pacchetto di sigarette, il cellulare scarico, una manciata di scontrini ed infine riuscì a mettere le dita sulle chiavi. Il metallo freddo gli diede un certo fastidio al contatto con le falangette spellate dal suo continuo rosicchiarsi le unghie. Sbloccò le tre serrature di sicurezza, si diede una sistemata ai capelli bisunti, si infilò gli occhiali-schermo, gli auricolari, i guanti sensoriali e, sospirando profondamente, entrò in casa. Gli si fecero incontro correndo i suoi tre meravigliosi bambini.La casa era pervasa da un invitante odorino di arrosto. “è arrivato papà, è arrivato papà” urlavano felici i tre pargoletti e prendendolo per mano lo scortarono in cucina. Si affacciò quasi tremante e si trovò di fronte la sua bellissima moglie che con i guanti imbottiti teneva un succulento pollo su un vassoio d’acciaio lucidissimo. “Ciao amore” le sussurrò lei con malcelata malizia, avvicinandosi al suo orecchio destro e quel leggero alito profumato lo fece trasalire. I bambini lo aiutarono a sfilarsi il cappotto di cachemire e lo accompagnarono a tavola. Sua moglie uscì dalla cucina con il vassoio in mano, affascinante ed elegante come non mai e lui, guardandosi intorno in quell’ accogliente sala da pranzo, fu commosso da quella meravigliosa atmosfera familiare che preannunciava una serata coi fiocchi. L’odore dell’arrosto insieme a quello dei fiori freschi nei vasi della sala lo stordivano al punto che pensò di non meritare tutto quel ben di Dio. La vita sembrava essere stata molto generosa con lui. Guardò per un’ ultima volta la felice famiglia riunita ed una lacrima inaspettata si affacciò dai suoi occhi. Chinò la testa e giunse le mani quasi a voler pregare. La lacrima stillò cadendo direttamente sugli occhiali-schermo insinuandosi tra il vetro e la montatura. La soluzione salina andò a bagnare i microchips che cominciarono a cortocircuitare. Sentì un leggero odore di plastica bruciata e di colpo, con un bip, si fece buio. Rimase fermo col capo chino per qualche minuto. Il buio era tornato nella sua vita solitaria. Si sfilò i guanti, tolse gli auricolari ma aspettò ancora qualche minuto prima di togliersi gli occhiali-schermo. Poggiò le mani sul tavolo col palmo rivolto in basso. Il tavolo ora era freddo e ruvido, tastò per un po il piano in fòrmica tutto rovinato e mestamente ammise di riconoscere la sua realtà. Avrebbe dovuto comprare il modello di occhiali impermeabile, ma costavano troppo di più. Aveva risparmiato sul modello ma non sulla varietà di situazioni che poteva sviluppare anche se alla fine aveva finito con l’affezionarsi a quella famiglia che aveva visto poco prima. Tolse gli occhiali. Dalla finestra filtrava la luce delle insegne al neon della strada e la luce dei fari delle auto passava la stanza come uno scanner. Si guardò intorno e seguendo la scansione gli si presentarono tutte le suppellettili. Erano mesi che non le vedeva perchè in casa usava sempre gli occhiali virtual-family. I produttori raccomandavano di non farne un uso intensivo per non perdere troppo il contatto con la propria vita ma alienarsi da quella realtà di merda era proprio quello che lui desiderava. E di merda era l’aria che si respirava in casa. Arricciò il naso raggiunto da una puzza improvvisa e terribile. La spazzatura era lì da buttare chissà da quanto tempo ed il sacco sembrava muoversi, dotato di vita propria. Il rumore eterno, costante del traffico lo colse di sorpresa svegliandolo totalmente da quel torpore in cui era rimasto. Era ancora seduto, con le mani sul tavolo. Scosse la testa e si alzò di scatto deciso a liberarsi da quel fetore. Si infilò il sudicio soprabito e prese la spazzatura. Eppure era abituato alla puzza del mattatoio dove lavorava, alla nebbiolina umida e appicicosa che veniva fuori dalle bestie squartate e appese nell’enorme laboratorio. Le interiora dei bovini puzzavano come poche cose al mondo ma era un odore particolare, caldo che ti si appiccicava su per le narici, sulle mucose e che ti portavi a casa sempre, ogni sera. Avrebbe desiderato infilarsi lo spazzolino da denti su per il naso e grattare per ore pur di rimuoverlo. Non aveva ancora elaborato un pensiero da quando si era spento lo schermo ma una volta ripreso pienamente contatto con la mesta realtà gli occhi si riempirono di nuovo di lacrime, e stavolta non di gioia. Si ritrovò immerso in quella vita che aveva disperatamente cercato di cambiare ma che gli si era crudelmente presentata come un pantano in cui era rimasto piantato. Si ritrovò in quel futuro così diverso da come lo aveva immaginato da ragazzo così dannatamente duro e solitario che la puzza della spazzatura rappresentava l’odore della sconfitta. Niente profumi preziosi, ne odori di manicaretti succulenti ma solo l’odore straziante della solitudine che sa di mozziconi di sigaretta bruciacchiati e dei piatti monoporzione riscaldati al microonde. Né il dolce suono della voce dei suoi bambini mai nati o della moglie mai avuta, ma solo il sottofondo costante del traffico della sopraelevata a pochi metri dalla finestra: un rombo continuo, incessante, snervante ma era anche l’unico suono a tenergli compagnia e che gli evitava di sentirsi nelle orecchie il battito del suo cuore quando cercava di dormire. Aprì la porta con il sacco in mano. Il sudicio corridoio gli si parava davanti più lungo che mai e l’ascensore non era mai sembrato così lontano. Il sacco diventava ad ogni passo più pesante. Passò davanti a decine di porte e da ognuna di esse usciva fuori una traccia di vita: voci, odori, rumori lo investivano in maniera quasi dolorosa. Ogni appartamento un pianeta, un mondo a parte. Sentiva voci in lingue diverse e, visto che era ora di cena una moltitudine di odori lo circondavano: aglio, cuscus, ragù, arrosto. Dovette prendere il sacco con tutte e due le mani, tanto era diventato pesante. Musica, canti, risate....tutto in venti metri di corridoio. E tutta quella vitalità lo faceva sentire ancora più solo. Il sacco ormai pesava cento chili e non c’era altro modo di portarlo fuori se non trascinandolo.................
continua (forse)

giovedì 6 dicembre 2007

NON RESPINGERE I SOGNI PERCHE' SONO SOGNI

da La voce a te dovuta ~ Pedro Salinas ~


foto di Francesco Scipioni


Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.

Books again ..



Magnum Magnum
Prezzo € 150,00
Dati 2007, 568 p., ill., rilegato
Curatore Lardinois B.
Traduttore Di Lella L.; Marano G.
Editore Contrasto DUE

Questo libro è un omaggio ai 60 anni di visioni e immagini della Magnum Photos, l'agenzia e cooperativa di fotografi. Volume senza precedenti quanto a dimensioni e ambizione, contiene oltre 400 fotografie di membri della Magnum, dai maestri riconosciuti della fotografia del XX secolo - tra i quali Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, Ève Arnold, Mare Riboud e Werner Bischof - ai talenti moderni e agli astri nascenti di oggi, come Martin Parr, Susan Meiselas, Alee Soth e Donovan Wylie. Ogni fotografo è rappresentato da sei opere, scelte e commentate da un suo collega.

mercoledì 5 dicembre 2007

Polemica Aphex Twin



Ha destato clamore e polemiche sabato 1° dicembre l'improvviso annullamento all'ultimo momento di uno dei concerti più attesi della stagione, quello di Richard David James alias Aphex Twin - che avrebbe dovuto esibirsi dapprima nella spaziosa location dell’ex Fiera di Roma in Via Cristoforo Colombo e quindi, dopo un mancato permesso del Comune di Roma, al più circoscritto Zen Platz nei pressi del LunEur.
Le polemiche sono nate soprattutto dal fatto che il comunicato relativo al definitivo annullamento è arrivato solo nel pomeriggio di sabato, e quindi dopo che molti appassionati erano già partiti o addirittura arrivati a Roma, in alcuni casi dopo aver preso (ed essersi pagati) il treno o l'aereo.

Il promoter DNA Concerti oggi ha finalmente rilasciato un comunicato in cui fa una dettagliata cronistoria degli eventi: dalle autorizzazioni per l'utilizzo della ex Fiera, prima informalmente concesse e poi negate dal Comune, alla ricerca di una location alternativa, considerata del tutto a sorpresa inagibile all'ultimo minuto.
Ecco, parola per parola, quanto detto da DNA:

"Dopo aver confermato con l'artista la sua apparizione romana, DNA Concerti e Rialtosantambrogio individuano nella ex Fiera di Roma la location idonea, non fosse altro perchè da tempo divenuto insieme al Palazzo dei Congressi "il" luogo per gli eventi di musica elettronica destinati a un grande pubblico (lo stesso concerto di Aphex Twin nel 2005, il Cocoon Party dell'anno dopo, e tre edizioni di Amore, in attesa di sapere se la quarta, già annunciata, vi si terrà davvero, come fin qui pubblicizzato).
Il Gabinetto del Sindaco, competente all'utilizzo dello spazio, informalmente accetta e concede il padiglione 23, dove vengono svolti sopralluoghi e acquisita la certificazione di impatto acustico. Solo a prevendita e promozione inoltrate, lo stesso Gabinetto del Sindaco ufficialmente non autorizza l'utilizzo del padiglione adducendo vari motivi (rivelatisi nei giorni seguenti non veritieri), fino all'ultimo che vuole l'ex Fiera utilizzabile solo per eventi istituzionali, quindi non commerciali.

A quel punto, fra la scelta di arrenderci e cancellare lo show, rinunciando alla possibilità unica di ospitare una delle quattro date mondiali per il 2007 di Aphex Twin, e quella di riprendere la ricerca di uno spazio alternativo e privato (che non avevamo peraltro del tutto abbandonato, pensando che "...non si mai"), abbiamo optato per la seconda, trovando peraltro in tempi molto rapidi una location appropriata: lo Zen Platz, struttura di imminente inaugurazione all'interno del LunEur che il caso benigno voleva pronta giusto per la data dello spettacolo. Purtroppo, nonostante avessimo preso tutte le precauzioni per assicurarci che non ci sarebbero stati intoppi, ci siamo scontrati contro un inatteso parere negativo dato del tutto a ridosso dell'evento dalla Commissione Provinciale di Vigilanza inviato a certificare l'idoneità tecnica dello spazio a ospitare manifestazioni. Riteniamo opportuno sottolineare che è previsto un secondo sopralluogo da parte della stessa Commissione per mercoledì 5 dicembre (a quindi quattro giorni di distanza), a conferma del fatto che le eventuali mancanze della struttura venivano giudicate rimediabili in poco tempo e, dunque, logicamente, non gravi o strutturali; eventuali manifestazioni che potrebbero tenersi nello stesso spazio da qui a breve potrebbero testimoniare quanto sopra.
A nulla sono valsi i nostri tentativi presso il Comune di Roma al fine di recuperare in extremis lo spettacolo presso la ex Fiera, tanto è che nella mattinata del 1 dicembre ancora lo stesso Gabinetto del Sindaco ci vietava l'utilizzo del padiglione 23, e alle nostre preoccupazioni circa le migliaia di persone che sarebbero affluite all'Eur ci si rispondeva che era un problema della Prefettura di Roma."

DNA Concerti ha voluto quindi esprimere le seguenti considerazioni:

"1) Non si capisce con quale criterio e arbitrio la Segreteria del Sindaco conceda l'utilizzo della Ex fiera di Roma, luogo pubblico, ad alcuni sì e ad altri no;
2) A Roma non esistono spazi idonei a svolgere iniziative di caratura internazionale adeguati alle 5000 persone;
3) Con quali giustificazioni ora il Comune di Roma concede l'ex Fiera per Amore 08, senza porsi, per questo evento, questioni e scrupoli legati al carattere commerciale dell'iniziativa (previsto un biglietto di ingresso a 35 euro), e addirittura lo assume magari ad evento istituzionale?

Per noi è impossibile non assumersi delle responsabilità di fronte all'annullamento, all'ultimo minuto, di un evento di questa portata e importanza, annullamento che coinvolge e danneggia migliaia di appassionati, delle cui vicissitudini conseguenti a quanto accaduto siamo perfettamente a conoscenza.
Resta la convinzione di aver fatto quanto possibile per regalare a queste persone il concerto di Aphex Twin nonostante i tanti ostacoli incontrati. Ma ci sembra anche inevitabile portare l'attenzione sulle vere ragioni che hanno reso questo concerto impossibile, riconducibili da un lato alla più volte menzionata mancanza di spazi adatti a manifestazioni di questo tipo (in una città che si vanta di essere fra le prime al mondo dal punto di vista culturale), dall'altro alla mancanza di attenzione e sensibilità della sua Amministrazione sia nei confronti di un evento di tal portata nonché degli operatori che hanno messo la propria attività a repentaglio per assicurare la manifestazione nella città, facendolo – ci piace sottolinearlo – senza chiedere né soldi né contributi né patrocini, perché convinti che l' organizzazione di grandi spettacoli musicali possa evitare di gravare sul bilancio comunale.
Questo mentre la stessa Amministrazione, spiace constatarlo, l'attenzione e la sensibilità di cui sopra sembra invece darla ad altre manifestazioni, simili ma probabilmente non di maggior portata culturale, né necessariamente – dati di affluenza alla mano – più attese dal pubblico...

Anche a nome dei tanti altri operatori che potrebbero raccontare storie simili a questa, crediamo e chiediamo che i tanti sforzi profusi e i risultati ottenuti giustifichino un diverso e più rispettoso trattamento da parte dell'Amministrazione, non fosse altro per continuare a credere di operare in uno Stato di Diritto."

Infine, DNA Concerti riporta una dichiarazione di Ned Beckett, agente di Richard D. James (Aphex Twin) e suo portavoce ufficiale per tutto ciò che riguarda l'annullamento della data romana, per chi (comprensibilmente) può aver pensato che sia stato l'artista stesso a far annullare la data, non sentendosi in qualche modo tutelato:

"Tutto è stato perfetto dal punto di vista di logistica e produzione dell'evento. E' davvero una fregatura, ciò che alla fine è successo.
Sia io che Richard non abbiamo minimamente l'impressione che ci siano state, sotto qualsiasi punto di vista, mancanze di DNA Concerti. E' facile vedere che voi (DNA, ndr.) siete stati trattati veramente male da un'Amministrazione ottusa. [...]
Io ho in programma di fare con Richard e gli stessi promoter un evento ancora più grosso nel 2008".

Nel frattempo accontentiamoci cosi'..

Lettura della settimana - Anni 70 di Howard Sounes

Ho quasi terminato di leggere il libro che ho cominciato a la scorsa settimana. Lo consiglio vivamente a chi abbia voglia di farsi un idea del contesto socio culturale e creativo del periodo in cui mentre la maggiorparte di noi faceva capolino nel club "Maschere e Paradossi" intorno a noi un universo di arte, musica, cinematografia e letteratura trovava la sua massima espressione. Il decennio 70 - 80 ha prodotto un numero sorprendente di film, dischi, libri e quadri che sono diventati classici. Sono gli anni in cui hanno cominciato ad affermarsi registi come Woody Allen, Martin Scorsese e Francis Ford Coppola, e musicisti come David Bowie, Bob Marley e i Clash. Gli architetti hanno rivoluzionato il design, creando strutture di culto come l'Opera House di Sydney e il Centro Pompidou, mentre Gilbert & George hanno aperto la strada all'arte concettuale. E gli anni Settanta sono stati anche il decennio del grande intrattenimento: dalla suspence dello "Squalo", che segna la nascita del successo in cassetta, ai romanzi sofisticati di John Updike, dall'aggraziato fumetto di Snoopy alla comicità dell'assurdo dei Monty Python. Howard Sounes racconta le storie dei personaggi chiave di tutti i settori della cultura - molti dei quali ha intervistato - e rivela dieci anni di straordinaria creatività artistica: "un periodo in cui le regole stavano cambiando, in cui gli uomini e le donne rompevano le relazioni quando si sentivano oppressi, gli uomini potevano esprimere liberamente ruoli più femminili, e viceversa ".



Anni Settanta. La musica, le idee, i miti
Sounes Howard
Prezzo € 15,00
Dati 2007, 533 p., ill., brossura
Traduttore F.Grillenzoni
Editore Laterza (collana Contromano)

Last Van Sant

PARANOID PARK

martedì 4 dicembre 2007

Oltre il circolo polare

Io ed il mio amico Rudolf,
la scorsa primavera nel lontano, lontano Nord....

Lo scorso anno, per trovare un po' di neve siamo dovuti arrivare in Norvegia. Quest'anno?? You control climate change!

Lezioni di .. dialetto marsicano .. con Pirulitt

TRATTO DA COMMENTI AL POST 90'S :

" ancora co sti ;) ...ma la smitti....ehhh io lo so chi ti contagià....niente spazi, simboli, abbreviazioni.... comunque sta cagata è de quando tu ancora stivi a compilà in basic je programma deje benzinaio sottaccasta. Aseno. "

Insomma, una lingua a dir poco originale .. come la sua musica ..

lunedì 3 dicembre 2007

Politica estera.....

In risposta alle preoccupazioni per le congiunture di oggi.
Un uomo, un mito....





Good Afternoon

In questa grigia e malinconica giornata autunnale siamo qui riuniti, io, Pirulo, Paoletta bella ed Oz, per il momento .. a proporre digressioni musicali di questo o quel tipo mentre la vita scorre lenta nel suo incedere caotico ed irrazionale, e menti deviate continuano a governare il mondo ..


90's


Un saluto a Fra, Paola, Oz, Billi, Roberto e tutti quanti del posto.