venerdì 17 agosto 2007

io Roby ed Hancock ...ahh!!.. pure Forrest ..

Buongiorno amici.. vorrei proseguire sulla falsariga del buon Roby e del suo real Jazz.. invito Forrest a contribuire con la sua onniscenza musicale ad integrare questo interessante argomento di discussione.. per voi, in tema Hancock, qui con Quincy Jones .. buon ascolto

mercoledì 15 agosto 2007

Dal piano all'hammond: dal jazz all'elettronica e ritorno




Buon giorno a tutti,
questa mattina voglio dedicare un breve post ad un grande pianista e pioniere della musica elettronica: Herbie Hancock

Herbert Jeffrey Hancock inizia la sua grande di musicista negli anni 60, al fianco del trobettista Donald Byrd.
Il vero salto di qualita', pero', avviene nel 1963, quando registra con Miles Davis l'album Seven Steps to Heaven , album che aprira' la strada al jazz modale ed al suo manifesto Kind of Blue. E' proprio con Miles Davis che conosce e forma l'ormai storico Miles Davis Quintet, insieme a Wayne Shorter, Tony Williams e Ron Carter. Questo quintetto, nel corso degli anni, produrra' i pilastri del jazz post-bebop.

Nel frattempo, Hancock produce alcuni lavori come group leader. Tra questi, oltre a Maiden Voyage, compone ed esegue la colonna sonora di Blow-up, film del grande regista Italiano, da poco scomparso, Michelangelo Antonioni.

Negli anni 70, insieme a Joe Zawinul inizia l'esplorazione dell'hammond e dei suoni elettronici. Il suo suono dirotta verso il funk ed apre le strade verso la vera musica elettronica. Di grande successo, sicuramente Rock it :




Oggi Hancock continua a comporre ed eseguire musica. Le sue tourne' toccano ogni angolo del mondo, da Tokyo a New York, passando per l'Europa. I suoi progetti musicali non di rado sono al centro di critiche ed accuse di svendita verso il genere commerciale. Tra questi, certamenta il suo New Standards, che contiene All Apologies di Kurt Kobain arrangiata in chiave jazz, oppure il duetto con Giorgia eseguito nel 2003 (se ricordo bene l'anno...).

Per saperne di piu', ho linkato il titolo del post con la home page dell'artista.

Per chiudere (avevo detto breve post.....), un video di Cantaloupe Island, recentemente portata al grande pubblico dagli US3. Buon Ferragosto a tutti, anche a chi, come me, oggi lavora.



Cantaloupe Island, con Wayne Shorter, Tony Williams, Ron Carter e Freddie Hubbard (alla tromba...che mostro!!).

lunedì 13 agosto 2007

Lezioni di storia della musica



Led Zeppelin


Provenienza: Inghilterra
Data di Fondazione: 1968
Genere: Hard Rock / Alternative Rock
Influenze più forti:Chuck Berry / The Yarbirds / Rolling Stones
Album più rappresentativo: Led Zeppelin IV, Physical Graffiti
Canzoni più famose: Whole Lotta Love, Stairway to Heaven
Official Site: Led-Zeppelin.com

Ex-componenti
Robert Plant (vocal)
Jimmy Page (guitar)
John Paul Jones (bass, keyboard)
John Bonham (drum)

I Led Zeppelin nascono dalla geniale e creativa mente di James Patrick Page meglio conosciuto come Jimmy Page. La fondazione della band è datata Agosto/Settembre del 1968. Ma in effetti i Led Zeppelin nascono dalle macerie di un'altro gruppo (tant'è che i primi concerti li faranno con il nome di "New Yarbirds"). Cioè i Yarbirds. Quando questi, nel Luglio del 1968, si sciolgono, Jimmy Page è già alla ricerca di nuovi componenti per questo progetto. Trova Robert Plant semi-sconosciuto vocalist di diverse "piccole" band. John Bonham alla batteria (suggerito dallo stesso Plant avendo suonato insieme in diversi gruppi), e John Paul Jones come bassista e jolly strumentale. Questo quartetto viene subito chiamato prima Lead Zeppelin e poi, tolta la "a" per semplificare la pronuncia al pubblico americano, Led Zeppelin.



Il nome fu suggerito da Keith Moon ex-membro degli stessi Yarbirds. Jimmy Page è già un'affermato session man e conosciutissimo chitarrista nell'ambiente musicale americano e sorprende la sua decisione di avviare questo progetto con artisti semi-sconosciuti (apparte Paul Jones molto attivo nell'ambiente da anni) e sopratutto sorprenderà più avanti la via musicale intrapresa dalla band, così aggressiva e anti-conformista ancora oggi.
Nell'Ottobre del 1968 i Zeppelin danno alla luce il primo album in circa trenta ore agli studi Olympic !!! L'album è chiamato semplicemente "Led Zeppelin". Proprio il pochissimo tempo impiegato dai Led per ideare, comporre e arrangiare le song fa supporre un'album storico. Sono pochi quegli album che nascono in una manciata di ore e quando ci sono, sono album che fanno la storia, è "Led Zeppelin I" è proprio uno di questi ! Un vero e proprio manifesto della "fiorente" generazione rock ! Come ovvio tutti i pezzi sono stati scritti dalla "mente" (per ora...) del gruppo Jimmy Page che scrisse la maggioranza dei pezzi quando ancora era negli Yarbirds. Dazed & Confused è l'esempio chiaro e limpido della genialità e futuribilità della band !




Gli Zeppelin fanno quindi il loro ingresso in maniera "devastante" nel mondo del rock/blues prendendo in pieno l'eredità lasciata dai Cream (ancora comunque nel pieno del loro successo). Appena dopo il disco parte anche il tour. Nessuno come loro aveva mai stretto così tanto i ritmi delle canzoni e suonato così aggressivamente. Nessuno aveva mai "scapocciato" sul palco come faceva Robert Plant, nessuno aveva mai suonato la batteria con le "mani" come faceva John Bonham, nessuno aveva quell'aria da artista maledetto e geniale come aveva Jimmy Page ! Insomma nessuno aveva mai visto un gruppo come i Led Zeppelin, che hanno letteralmente spalancato le porte ad una nuova epoca, quella del rock hard & heavy.



Ma ritorniamo alla cronaca ! Dopo questo successo la Atlantic spingeva il gruppo per comporre un nuovo album. La band ora, dopo 150 show nel solo 1969 !!!, era più omogenea e compatta di prima. Ma visto la pressione della casa discografica i Zeppelin decisero di scrivere il loro secondo album "on the road" durante il tour che accompagnò l'uscita del primo lp. Molte delle canzoni che sentiamo ora su "Led Zeppelin II" sono state provate sera per sera appena dopo essere scritte e registrate durante le pause delle varie tappe. Adirittura si vocifera che Jimmy Page, dopo un concerto a Salt Lake City, sia montato su un aereo per New York, abbia partecipato a un mixaggio e sia poi volato a Los Angeles, per riunirsi ai compagni in partenza per Phoenix !!! Proprio perchè registrato e composto in maniera così atipica, il sound del secondo disco (appunto chiamato Led Zeppelin II) risulta molto più hard del primo e ancora più ricco di riff e canzoni immediate e potenti. L'album è richissimo di vere pietre miliari della storia del gruppo e del rock in generale.



Whole Lotta Love è forse la canzone più famosa mai scritta dalla band. Una ritmica semplice, travolgente, innovativa, e mostruosamente ammiccante !!! Ma stavolta Page non ha fatto proprio tutto da solo ! Molte canzoni sono state deliberatamente ispirate a diverse song blues anni 50, tanto che nel caso di Whole Lotta Love (a quanto pare molto simile se non uguale nel tema principale di You Need Love di Willie Dixon) la casa discografica fu costretta a convenire che in effetti era proprio così. Lo stessa situazione si ripete per Lemon Song. Ma l'immagine degli Zeppelin non venne per nulla scalfita, ormai il gruppo era in partenza per l'olimpo del rock e nessuno poteva fermarli ! Alla fine dell'aprile 1970 la band si prese una breve pausa dall'asse tour-sala registrazione. Ma come ovvio la casa discografica spingeve forte per un nuovo album. Allora si arrivò ad un compromesso tanto amato da molte band rock anche odierne !!! Cioè quello di scegliere un luogo abbastanza distanza dai riflettori che concigliasse vacanza e lavoro. Plant suggerì un remoto villaggio del Galles dov'era solito andare in vacanza con i genitori da piccolo, immerso nelle verdi colline senza neanche corrente elettrica. Page aderì entusiasta e con lui tutto il gruppo. Ancora più infastidita fu la casa discografica per la difficoltà di realizzare quel "costoso" gadget che fini solo alla prima tiratura ! Il disco stavolta non fu accolto dallo stesso successo dei precedenti. Gli Zeppelin nella figura di Page volevano qualcosa di meno hard dei precedenti e più orientato verso un blues/folk, ma ne venì fuori un miscuglio da molti etichettato come "velleitario e insulso".



Ma a distanza di 25 anni l'album è sicuramente molto più apprezzato che ad allora, forse era troppo avanti per i tempi ! Canzoni come Immigrant Song, Since I've been loving you, Tangerine, Gallows Pole sono state importantissime per la fama del gruppo ! Ma la band tutta cercava con insistenza un'album che potesse fissare il nome dei Zeppelin nella storia, insomma l'album "perfetto". L'idea era di concepire un'album diverso dai precedenti ma non come sound bensì come atomosfere. Questo intento è confermato già dall'esterno. Una copertina abbastanza strana ritrae un vecchio muro con appesa una foto di un contadino, e nel retro invece una squallida foto di una metropoli. L'album è senza nome ! Il nome Led Zeppelin non appare da nessuna parte, con notevole disappunto da parte della casa discografica che riteneva questa scelta un "suicidio commerciale". Per tutti questo sarà "Led Zeppelin IV".Gli unici segni all'interno del album erano quelle dei quattro simboli che rappresentavano i membri del gruppo che divenirono molto famosi. Page e Plant se lo disegnarono di loro pugno, mentre Bonham e John Paul Jones lo scovarono in un vecchio libro di rune. L'album venne conceptio verso la fine del 1970 e registrato nello studio mobile preso in prestito dai Rolling Stones nel 1971. L'album era pronto per uscire nel Luglio del 1971, ma Page improvvisamente non fu soddisfatto del missaggio e fece rifare tutto !!! L'album così fu posticipato a Novembre con gravi disagi per la casa discografica e per l'imminente tour. Ma di sicuro fu tutto tempo dovuto alla luce del risultato. Su tutte spicca Stairway to Heaven ! Assolutamente la canzone più famosa insieme a Whole Lotta Love. Stairway to Heaven è praticamente impreganta di tutto. Inizia come grandiosa ballad e finisce con un crescento Hard Rock !!! La canzone ispirò molti artisti a riproporla a mò di cover come fece adirittura Frank Zappa. Ma altre song come The Battle of Evermore (con la voce ospite di Sandy Denny), Going to California, Black Dog, Rock & Roll. Insomma forse l'intento della band di scrivere un disco perfetto non è riuscito, ma probabilmente questo è il primo album che viene in mente nominando Led Zeppelin ! Il grandissimo successo di Stairway to Heaven come "singolo" (anche se non usci in 45 giri) e dell'album convinse la band e l'Atlantic a non incidere nulla per il resto dell'anno. Ma comunque Jimmy Page e John Paul Jones misero su un sofisticato studio domestico solo per gli Zeppelin. Grazie anche a questo incentivo la band si mise quasi subito al lavoro ritrovandosi e registrando moltissime cose che poi non finiro sul prossimo lp. Il momento era fortemente prolifico per la band. Videro la luce in quelle settimane moltissime canzoni valide tanto che al momento dell'incisione ci fu una severa cernita, per poi recuperarle in album successivi.



Ma come sempre la band si complico la vita in fase di post-produzione. Allora Ed Kramer si convinse di aprirgli le porte ai famigerati "Electric Lady Studios" di New York voluti da Jimi Hendrix poco prima della sua morte. Anche stavolta la copertina è priva di richiami alla band e al titolo dell'album, ma stavolta visti i risultati del precedente l'Atlantic aderì di buon grado ! "Houses of the Holy" uscì in tutto il mondo il 26 marzo 1973. La band era nel massimo picco di celebrità e creatività ! Difatti nell'imminente tour gli Zeppelin batterono il record di afflusso ad un concerto rock (detenuto dai Beatles) con 56.800 persone allo stadio di Tampa in Florida. Il disco si posizionò subito in vetta alle classifiche americane e inglesi. Ma l'album, apparte il suo successo di vendite, venne accolto dalla stampa con notevoli critiche e dubbi ancora da capire. Forse il motivo principale era il fatto che l'armonia nella band si era leggermente incrinata. John Paul Jones cominciava a rivendicare uno spazio maggiore nella band dicendo "Sono stufo di suonare solo parti di accompagnamento in seconda fila, voglio stare davanti anch'io come Jimmy e Robert..." I brani comunque sono tutti di ottima fattura. The Rain Song con il suo fascino arcano e tenebroso, o The Ocean (ispirata alla folla dei fans, descritta appunto come un'oceano) Over the Hills and far away oppure The Song remain the same. Ma di sicuro la punta di diamante dell'album è No Quarter, emozionante ballad.
Per la prima volta gli Zeppelin si prendono un'anno intero di pausa cioè il 1973. Come per il precedente le sessioni in studio furono molto fruttuose e stavolta si decise per un'album doppio senza scartare nulla e recuperando molto dalle session di "Houses of the Holy".



All'inizio dell'estate del 1974 era tutto pronto, ma gli Zeppelin stavolta volevano fare tutto con calma e si presero una bella vacanza. A spingere fino a Febbraio del 1975 l'uscita dell'album ci si mise ancora una volta la copertina ! Stavolta l'idea era di mettere in copertina la foto di un'edificio dove le finestre potevano aprirsi e mostrare gli Zeppelin e tutte altre faccie di varia umanità ! Proprio questa lunga attesa fece schizzare il disco in testa alle classifiche già in fase di prevendita. Ma già un coro di critiche si levava minaccioso sull'album avanzando il sospetto che il momento d'oro della band era terminato. Physical Graffiti (questo il nome del sesto album della band) soffre proprio di questa lunga attesa, rivelandosi pieno di folgoranti intuizioni ma al contempo anche di pezzi più riempitivi che altro, e altre lungaggini all'interno di canzoni che potevano anche risultare come valide. Sicuramente si raggiunge l'apice con Kashmir straordinaria prova di un talento ancora vivo. Un testo scritto da Plant veramente suggestivo che racconta di un viaggio in mezzo al Sahara spangolo dello stesso Robert. Una canzone che ancora oggi è molto incisiva, basti pensare che è stata riproposta pochi anni fa dal rapper Puff daddy (o come si scrive....) e da un Jimmy Page un pò invecchiato per la colonna sonora del colossal americano "Gozilla", con un testo rivisto per l'occasione. E' la meta del 1975 e i Zeppelin subiscono il primo di una serie di duri colpi che portò alla fine della band. Robert Plant è vittima di un'incidente d'auto nell'isola di Rodi, in Grecia che lo costrinse per lunghe settimane di inattività. Ma nel frattempo la band scrive nuove idea per il nuovo album e quando Plant raggiunge i compagni (ancora ingessato e su una sedia a rotelle) l'album è praticamente terminato ed esce il 31 marzo 1976 con il nome "Presence". Ovviamente ormai i Zeppelin sono così affermati che qualsiasi lavoro balza ai vertici delle classifiche, ma in confronto ai precedenti ci rimane molto poco. L'album è molto "stretto" "essenziale" e immediato, molto diverso dal precedente. Niente più visioni psichedeliche solo hard rock/blues allo stato puro. Forse per questo fu l'album meno venduto della discografia Zeppelin. Ormai è chiaro a tutti che la band ha sorpassato il suo momento d'oro e si trascina avanti con alti e bassi. Nell'ottobre dello stesso anno esce anche "The Song Remains the same" soundtrack dell'omonimo film che racconto la vita "on the road" della band filmato nel luglio 1973 in piena epoca d'oro. Un bel regalo per i fan che non hanno mai avuto un live ufficiale dalla band.



Ma la fortuna in questi anni non è amica della band e un'altro colpo duro si abbatte sui Zeppelin impegnati in un tour promozionale per tutto il 1977. Durante la parte finale di questo tour una notizia tragica arrivò a Robert Plant. Il suo figliolo di cinque anni era morto per un'infezione intestinale. Plant adorava letteralmente il bambino, che aveva chiamato Karac in onore delle sue passioni celtiche. Dopo la tragica notizia il tour venne immediatamente annullato e le voci di un possibile allontanamento di Plant si susseguirono insistenti. La band smentì, ma i quattro ripresero i lavori solo a maggio del 1978. Le session furono tranquille e regolare, forse troppo. L'album chiamato "In through the out door" uscì nell'agosto del 1979. La cosa che si ricorda più di quest'album è probabilmente la copertina avvolta da una carta da pacchi con solo il loro nome stampato sopra. Dopo essere stato scartato i fans si potevano attendere ben 6 varietà della stessa copertina. Un'idea molto originale ma l'album fu ritenuto dai critici il capitolo più debole della discografia Zeppelin, ma i fans risposero molto bene e anche questo schizzo ai vertici delle classifiche americane e non. Era la fine degli anni 70 e il rock stava cambiando molto. Il punk e l'elettronica imperversavano lasciando meno spazio a suoni acustici. E i Zeppelin in qualche modo cercarono di adeguarsi proponendo in questo album nuovi spunti con tastiere sintetizzate (da John Paul Jones) che erano in primo piano quanto la chitarra di Page. Non può essere cmq considerato un'album di "synth rock" ma sicuramente una bel cambio di faccia della band dove per la prima volta John Paul Jones assume le vesti di protagonista mostrando tutto il suo talento ancora nascosto. Ma la fine della band è ormai vicina.



E' il 24 Settembre del 1980 e gli Zeppelin sono in studio per provare. John Bonham è con loro. Finito il lavoro John raggiunge la casa di Page a Windsor e li si addormenta dopo una colossale sbronza tra amici. Passa la notte e poco prima delle due del pomeriggio il tecnico del suono, Benji Le Fevre entra nella stanza di Bonzo insospettito dalla sua assenza. Lo trova morto, soffocato dal proprio vomito. La notizia fa immediatamente il giro del mondo, la tournee statunitense viene annullata e si rincorrono le prime voci di uno scioglimento della band. L'inchiesta sul suo decesso si chiude con un verdetto di morte accidentale. E' il 7 Novembre e gli Zeppelin si riuniscono nell'isola di Jersey per discutere del futuro della band. Le opzioni ovviamente sono due: continuare con un nuovo batterista, o chiudere. il 4 Dicembre la band emette un comunicato stampa: "Desideriamo rendere noto che la perdita del nostro caro amico e il profondo rispetto che nutriamo per la sua famiglia ci hanno portato a decidere - in piena armonia con il nostro agente - che non potremo continuare come prima". E' la fine dei Led Zeppelin.
Ma la band aveva stipulato un contratto con la Swan Song nel 1974 che prevedeva ancora un LP. Allora la band decide di far uscire un'antologia di pezzi inediti ancora in archivio come un'album completamente nuovo. Il 22 Novembre 1982 esce "Coda". L'album non aveva ovviamente una sua anima, era solo un pò un'accozzaglia di canzoni inedite prese qua e là, ma cmq i fan accaniti risposero bene e l'album si piazzo alla numero 4 delle classifiche di Billboard.



La storia dei Led Zeppelin finisice senza aver mai avuto momenti "imbarazzanti" come successe a molte band dello stesso periodo che nell'affrontare le nuove sonorità anni 80 persero la loro brillantezza (Deep Purple, Genesis e altre ancora....). Forse fu propria questa la forza dei Led Zeppelin. Il fatto di essere rimasti nelle teste dei fan come una potente e rivoluzionaria band HARD ROCK.

Whole Lotta Love

Omaggio al Maestro

Abbiamo la fortuna di avere tra noi l'Enciclopedia Billi della musica. Ringrazio il Maestro per la sua presenza e dedico a tutti i Promasters questo cult targato 1983..


sabato 11 agosto 2007

Alla ricerca dell'onda perfetta

Tutto incominciò negli anni ’80, quando alcuni tahitiani cominciarono a surfare un reef al largo del villaggio di Teahupoo, all’estremità meridionale dell’isola di Tahiti. Oggi i surfisti accorrono dai quattro angoli del globo per cavalcare un’onda enorme, un grattacielo di tonnellate d’acqua, che arriva solamente una volta l’anno. I pericoli sono sempre in agguato. Il rispetto per l’onda, però, è d’obbligo.









Teahupoo, l'onda perfetta

" La natura è indifferente ai primati, ma nella nostra visione del mondo talvolta sembra sfidarci. Le montagne più alte, gli abissi più profondi attraggono come calamite i pochi coraggiosi che vogliono scoprire 'il limite' e superarlo. Ma anche tra le onde che agitano gli oceani esiste 'la più grande'. E' Teahupoo, un fenomeno della natura ", Tim McKenna

venerdì 10 agosto 2007

giovedì 9 agosto 2007

CHIUDERE IN BELLEZZA LA GIORNATA.

Per chi avesse perso l' inaugurazione delle Olimpiadi di Atene 2004, sto qua Io a ricordare com' è che è andata quella sera.
Ci so rimasto sotto.

Pornografia e studi sociologici

Buona serata a tutti


I'm sorry



Notwithstanding your perfect musical knoweldge and good style...i give you a little of my sadness.. this is my mood today ....enjoy this music ... flawless for this movie.
Have a nice day.

Mi hanno appena inviato un informativa riservata..

.. in cui é chiaramente mostrata la vera natura del nostro amico Klaus. Ringrazio Oz per lo scoop. Ora capisco perché la donna lo ha lasciato.. l'immagine al centro please... CLICCARE SULLA FOTO PER INGRANDIRE

Gaypride

RIVOGLIO IL MIO AMICO QUA.

PIETRASECCA (AQ)


PRO, REVE'.
Spero che FranZ, abbia abilitato l' account a Nico, come Postmaster, sarebbe bello averlo tra noi, e sarebbe un occasione per sentirlo più spesso, e sapere a cosa pensa, lì dal Venezuela, lontano migliaia di chilometri. Speriamo di rivederti presto.

Amore Allegria Felicità .. Good Morning People

Buongiorno a tutti, anche al nostro fantastico amico venezuemarso che presto sarà tra noi. Domenica la festa ha avuto una sola mancanza, causata dallo stato alcolico mio e di Forrest, per il resto il matrimonio di Max e Paoletta é stato una sintesi di felicità, realizzazione, armonia, buon gusto, e tanto tanto amore..
Ho appena sentito Max via sms. Quel che si dice affinità elettive..
Si trovano alle Maldive, stanno bene e salutano tutti.. poi direzione Dubai. Questo é il brano che non siamo riusciti a trovare in chiusura di serata.. Spero di farmi perdonare inserendo con esso alcune foto .. da degustare con sottofondo ..

The Wistle Song










































mercoledì 8 agosto 2007

Quando c'e' chi ti protegge....

L'Italia e' un paese alla deriva? La nostra compagnia di bandiera (Alitalia) e' in fallimento? Roma-Amsterdam in 24 ore, grazie all'efficienza di Trenitalia e Fiumicino Aereoporti?(esperienza personale...scusate lo sfogo)..
Telecom stracolma di debiti? La Penisola e' un bracere?

MA CHI SE NE FREGA....tanto abbiamo chi ci difende e ci rappresenta a Strasburgo! 13.0000 euri al mese che Roma Ladrona spende al meglio....

Ridiamoci su'...qualcuno ha un mandolino a portata di mano?



It's time to reading..


Santacroce Isabella - V.M. 18

Titolo V.M. 18
Santacroce Isabella
Prezzo € 17,50
Dati 2007, 491 pag.
Editore Fazi

"All'interno di collegiali ambienti dal decadente ed eccentrico fascino, la libertina-criminale-esteta quattordicenne Desdemona, in compagnia delle altrettanto perverse e licenziose coetanee Cassandra e Animone, si sollazza tra orge e delitti, bevendo l'allucinatorio cocktail Reietto, e divertendosi a drogare talune vittime iniettandogli nei globi oculari il potente Acido Viperinico Liquido. Tali imprese crudelmente voluttuose si compiono sotto il nome del Manifesto Delle Spietate Ninfette, di cui fanno parte le tre feroci e lussuriose fanciulle, abitanti insieme la Stanza Furente, e dedite al massacro di ogni purezza. Le integerrime collegiali, le malfatte istitutrici Polissena e Pelopia, l'altera direttrice Andromaca, la burrosa insegnante Giocasta, il consorte custode Agamennone, i dotati diciottenni Creonte e Minosse che frequentano il conservatorio poco distante, tutti sono in ostaggio delle Spietate Ninfette che, traendone cospicui profitti, li condurranno dentro giochi colmi di scellerate turpitudini". (Isabella Santacroce)

La nostra Isabella, anche quest'anno ospite al Festival Letterario " Sei settimane in cerca d'autore ", si é distinta per la solita stravaganza pseudomisogina. In piena presentazione, a Piazza Risorgimento, al centro della città, si é alzata dalla sua poltrona ed é scesa dal palco, molestando una spettatrice inerme, che rideva con una sua amica, infastidendo a dismisura la nostra pornoprincipessa, ed chiedendole di andar via perché la disturbava.
Ho linkato il suo sito nel titolo del Post.
Da guardare con urgenza..

Robba de risucchi ..e de piraches ....





e con questo ...vado a casa.... belli

NUOVO COMPUTER PER FRANZ

Ne stavamo parlando proprio ieri, ma quel "coso" che c' hai in libreria non è ora di farlo rottamare?
Sono appena arrivati per te questi nuovi -imac- in alluminio anodizzato.



notare la tastiera ultraslim in alluminio..



Alla modica cifra di 1.199€, iva incl

martedì 7 agosto 2007

THE ICELAND QUEEN!!

Live Codroipo 21/07/2007
Pagan Poetry.

Il filmone!

Lista dei titoli di Agosto da non perdere su fx:

- Acapulco prima spiaggia a sinistra
- Rimini Rimini
- Rimini Rimini un anno dopo
- Saint Tropez Saint Tropez

IL FILMONE -sigla-

Aggiungi al mio pofilo | altri Video

A me ... al grande maestro e .. a tutti voi !!




PRO
MO
SSO

Hy brothers..

Ciao ragazzi, ho voluto fare un doveroso omaggio alla nostra splendida natura, meta di attacchi indiscriminati da parte di alcuni nostri simili senza cervello ed ora torno al nostro piccolo mondo porgendo saluti ed abbracci a tutti, ovunque. Voglio salutare in particolare il maestro Forrest per il contributo apportato domenica in quel di Paganica, in occasione della giornata dedicata all'amico fraterno Max che ora si gode meritatamente al sole delle Maldive il meritato viaggio di nozze e l'atteso riposo postmatrimoniale. Poi un grazie speciale ai ragazzi in pista del Giovedi' scorso, quello dell'altro imporatante simil-evento, cioé il ricevimento tenutosi a Celano, presso il ristorante Guerrinuccio, della prossima unione ufficiale dei cari amici Rodolfo e Valentina, che si terrà il 30 Agosto.
Tra essi il nostro Roby B., Daddo, Claudio Lib., Romolo, Stefania, Federica e molti altri. Il nostro Blog come avete potuto notare soffre un pò di solitudine, mi affido a voi per incentivare e proporre argomenti di discussione consoni al nostro target. Un saluto anche a Klaus che ha le idee un po confuse.. Per voi il disco più ballato del giovedi,nella versione live, non essendo purtroppo disponibile dal web quella remixata da Timo Maas che ho proposto in pista.. seguiranno foto dell'evento domenicale, ricco di amici e di allegria..

Moloko - Familiar Feeling (live)

Estate di fuoco



E' triste assistere quotidianamente a scenari apocalittici e devatazioni ovunque. Non parlo di guerre e carestie ma delle menti malate di uomini che poco hanno in comune con la civiltà ed il rispetto della natura. Ieri sera la nostra città era invasa di un odore acre ed intenso, quello del'ennesimo rogo appiccato non si sà quando e perchè sul versante occidentale del Salviano. Oggi le immagini di morte per asfissia o per gravissime ustioni provenienti da Calabria, Puglia e Sicilia aggiungono desolazione e sconforto al bel paese che fu, che sta diventando un braciere a cielo aperto. Propongo pene dure e immediate per questi scellerati che non hanno un cazzo da fare se non creare gratuitamente morte e distruzione..

lunedì 6 agosto 2007

UN UOMO DA MARE! ( o Uomo da amare..fate vobis )

Sono di ritorno dalla mia breve vacanza, di una sola settimana, nel Salento, e devo dire che tornare in quei posti è stata davvero un occasione per rinnovare l' apprezzamento ormai defunto per la nostra bella Italia.



Tutta la costa di Porto Cesareo, a sud e a nord, mare incontaminato, turismo di massa assente, scogliere a picco sull'acqua, sempre limpidissima, ricca di pesci e molluschi, ricci, stelle marine a quant'altro di bello ci si possa trovare.





Prezzi accessibili a tutti, e posti incantevoli. Persone gentilissime ed amichevoli, prive di ogni tipo di malizia. Spiagge non immense a terra, ma che si protraggono in mare per decine di metri e metri, ad una profondità massima di mezzo metro, giocavo a frisbbe a cento metri dalla riva...spettacolo.





P.S.: fratemo s'è repers je portafoj.....che spettacolo....

mercoledì 1 agosto 2007

Storia controversa... di Gaetano Cappelli

Chiedo scusa per la latitanza, sono partito frettolosamente e tornato solo ora.
Per 30 giorni filati mi sono dedicato al mestiere più bello del mondo: il padre.
Posto un mio articolo su Gaetano Cappelli, «Io studiavo l’Oriente, quindi ero fascista».
Uno scrittore che consiglio vivamente a tutti.
Un abbraccio a tutti e in particolare a Francesco.
Roberto

Dal Secolo d'Italia di sabato 28 luglio 2007
Intervista a Gaetano Cappelli, uno scrittore che fa discutere

«Quelli che dicono di avere nostalgia degli anni Settanta mi fanno venire il latte alle ginocchia. C’è persino chi ha il coraggio di riproporre i terroristi come antidoto alla leggerezza dei giovani d’oggi, ma per favore… L’ala libertario-creativa, cui io appartenevo, venne spazzata via dalla violenza proletaria e ci ritrovammo all’improvviso nelle mani dei talebani». Di quegli «indimenticabili scontri» Gaetano Cappelli – scrittore tra i più originali e raffinati del nostro panorama letterario, dandy potentino di cinquantatre anni dalla prosa accattivante quanto spietata, recentemente ospite del Caffeina Viterbo cultura organizzato da Filippo Rossi e presente questa sera al Festival letterario di Avezzano – non conserva ricordi piacevoli, anzi, parlando con noi del Secolo d’Italia si toglie volentieri qualche sassolino dalle scarpe.
L’occasione ci è offerta dall’uscita del suo ultimo romanzo, il cui titolo – Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo (2007, Marsilio, pagg. 194 € 15,00) – è deliberatamente depistante, coerente con lo stile eccentrico del suo autore. Chi non lo conosce – e farebbe bene a rimediare al più presto andandosi a leggere le sue opere precedenti – da un titolo così enigmatico e dalla bellissima Citroën DS blu cabriolet che appare in copertina non saprebbe cosa aspettarsi. Men che meno potevamo immaginarlo noi, che ne apprezziamo – per l’appunto – l’imprevedibilità, quel suo andare controcorrente, ben attento a tenersi fuori dal coro. Diciamolo subito: aspettative anche stavolta tutt’altro che deluse. Il romanzo si legge d’un fiato, fa ridere e riflettere. Cappelli non si limita a irridere – con la caratteristica ironia, che non eccede mai nel sarcasmo né tanto meno in facile moralismo – i tic e le manie della fauna umana del jet set, umanizzata e resa persino simpatica da una scrittura empatica e disincantata, ma si spinge sino a mettere in discussione proprio i Settanta, procurando, c’è da esserne sicuri, qualche mal di pancia alle vestali che religiosamente si ostinano ad alimentarne il mito.
Tratteggiando i tragicomici colpi di scena e gli intrecci tra passato e presente che scuotono la galleria di personaggi che abita il libro – il cinquantenne Riccardo Fusco, sfaccendato ricercatore universitario in fuga dalla moglie Eleonora e dalle quattro figlie, e i suoi ritrovati amici Giacinto Cenere, «o Giàcenere come firmava i suoi quadri, il più fenomenale dissipatore di talento vivente», e Graziantonio Dell’Arco, il «dodicesimo uomo più ricco d’Italia», ossessionato dal non essere abbastanza cool al punto di incaricare Fusco di trovare il nome giusto per lanciare il suo Aglianico («perché farsi il vino è la nuova mania dei ricchi») e vendicarsi così di chi l’aveva fatto passare per “neocafone” – la penna dissacrante di Cappelli demolisce i formidabili Settanta della mitologia sinistrese, presenti e vivi nei ricordi dei protagonisti. Soprattutto di Graziantonio, al quale, oltre al nome, il look d’ordinanza aveva reso complicata la vita: «Barba, capelli lunghi e jeans sformati andavano bene per il leaderino di turno, ma per un tracagnotto di quel genere, munito inoltre di culo basso, erano un disastro». Problemi che lo scrittore potentino non ha mai avuto. Il suo amico e collega Giancarlo Tramutoli ne ha fatto addirittura un personaggio del suo romanzo Uno che conta (Manni): «Negli anni hippy andava in giro vestito di bianco con ’ste camicie indiane e pantaloni larghi di lino, gli occhialini tondi alla John Lennon, magro e alto come lui, un vero snob maschilista reazionario».
Chiediamo a Cappelli se si riconosce nella descrizione. «Ma quale John Lennon… Semmai alla Robert Fripp, chitarrista dei mitici King Crimson». Già, perché il nostro scrittore di musica se ne intende. Ha iniziato scrivendo recensioni musicali su Re Nudo, «rivista che raccoglieva la zona mistico-underground di quegli anni. Lì pubblicai il mio primo racconto, di ispirazione esoterica, con un tizio alla ricerca di uno spartito che dava la possibilità di eseguire l’armonia delle sfere citata da Platone. Naturalmente la partitura non esisteva, anche se ricevetti varie lettere di persone che me ne chiedevano notizie». In queste sue esperienze “creative” è nata e si è sviluppata la capacità di esplorare e raccontare con freschezza il mondo giovanile – dal di dentro – più di quanto non riescano a fare i fin troppo consacrati giovanilisti di professione. E nella Storia controversa il suo amore per la musica si fa sentire. Non a caso l’amicizia dei tre studenti lucani fuori sede si rinsalda in occasione del concerto romano di Frank Zappa (’73), a cui partecipò «un’umanità variopinta che non era certamente la stessa di quella ben più conformista che sfilava militarmente nei cortei».
Dicevamo dei sassolini: «In un’occasione analoga, stavo andando ad un altro concerto al Palasport, mi trovai nel bel mezzo di una sparatoria. Si trattò di uno degli ultimi concerti, perché da un certo punto in poi gli artisti smisero di venire in Italia. I “compagni” si erano messi in testa che non si dovesse pagare la musica, entravano, davano fastidio, una minoranza riusciva a dominare la scena. Io frequentavo filosofia orientale e questo era sufficiente per essere considerato un fascista. Ricordo che un giorno tenne una lezione Baba Bedy, padre di Kabir, il famoso attore di Sandokan. Era un guru di grande carisma e noi eravamo lì a godercelo quando arrivano gli autonomi e interrompono la lezione. Uno di loro salta sulla cattedra e con fare rivoluzionario si mette a recitare i suoi sloganetti beceri. Figuriamoci se Baba, che aveva combattuto contro gli inglesi, poteva farsi impressionare da quattro ragazzini. Iniziò a far roteare il suo bastone finché non se ne andarono con la coda tra le gambe. La lezione era saltata ma l’episodio è stato istruttivo».
Nel romanzo sottolinei come gli estremisti fossero diversi dalla gioventù «colorata» che avevi visto a Londra ed anche a Roma fino a qualche mese prima, scrivi che la vera «avanguardia che sarebbe risultata vincente» era rappresentata da quei ragazzi che invece di «sprecare le proprie giornate a confezionare molotov trovava più proficuo e dilettevole studiare e lavoricchiare il giorno per incontrarsi la sera a sentire un po’ di musica, bersi un paio di birrette e tentare di accoppiarsi con qualcuna delle ragazze presenti in gran numero in quei nuovi locali» .
«Sì, la violenza politica e il grigiore che ne seguì guastarono l’incantesimo dei Sessanta. Le cose migliori realizzate nel decennio successivo si devono proprio alla coda degli anni Sessanta, allo slancio di quella stagione meravigliosa e piena di vita. E poi parliamoci chiaro: cosa hanno prodotto di buono gli anni Settanta? Guardiamo ai romanzi… Porci con le ali? Una cazzata pazzesca, scritta con uno stile Harmony spinto. Mi fanno ridere gli scrittori che si definiscono impegnati. Cercare di scrivere bene dovrebbe essere il primo impegno e chissà perché, invece, quasi sempre sono loro a non tenerne conto». Altri sono i modelli di Cappelli: «Il primo Philip Roth, Saul Bellow e Mordecai Richler». Gli inizi sono difficili. «Pubblicava solo chi faceva parte di determinate conventicole e i giornalisti. Il fenomeno del giovane scrittore è più recente e lo si deve a due grandi talenti, Pier Vittorio Tondelli e Andrea De Carlo. E chi riusciva a esordire proponeva romanzi iperletterari. Iniziavano ad uscire i primi videoclip e io volevo fare qualcosa di più veloce, ritmico, moderno. Così scrissi Floppy Disk (Marsilio ‘88), uno dei primi romanzi, se non il primo, ad avere per protagonista questo strano oggetto che adesso fa già parte del passato remoto». Il libro venne recensito ovunque e riscosse un buon successo. Da allora di romanzi ne ha scritti diversi, tra cui Parenti lontani (Mondadori), giudicato tra i migliori cinque libri del 2000, il più bel romanzo sul sogno americano visto da un giovane meridionale, Carlo, diviso tra l’amore per le radici e il richiamo di quel grande continente.
«Mio padre – ci racconta Cappelli – aveva fatto di una celebre frase di D’Annunzio il suo motto personale: “Ama il tuo sogno se pure ti tormenta”. I sogni vanno coltivati e quello americano rimane, senza dubbio, il più grande di tutti». Ben diversa è l’opinione sull’incubo marxista-leninista. Nella Storia controversa Cappelli non manca di soffermarsi sul triste destino degli italiani fuggiti nella Russia comunista. Due personaggi del ricchissimo repertorio cappelliano – Carmine Addario e Ernesto Dell’Arco, zio di Graziantonio – per sfuggire alla chiamata in armi della seconda guerra mondiale scappano in Russia, «fiduciosi di veder brillare il sol dell’avvenire». Vengono accolti dai dirigenti del Pci «lì esiliati». Ma i nostri eroi preferiscono «fumare ampollosamente i loro sigari e snobbare l’iscrizione alla Scuola internazionale leninista» piuttosto che sorbirsi le celebrazioni della riforma agraria del compagno Stalin «che aveva già provocato qualche milione di morti per fame». Fuggire dalla Russia si dimostra meno facile che arrivarvi. «L’ultima speranza per sottrarsi al Grande Terrore staliniano, nel frattempo giunto alla sua massima espressione criminale, era prendere parte alla guerra di Spagna». Si offrono di partire, mossi naturalmente da altri intenti: «Combattere per il comunismo dopo aver visto di cosa si trattava? Bisognava essere coglioni solo a pensarci: appena fuori da quel posto infernale si sarebbero rifugiati in uno dei paesi liberi che ancora c’erano». C’è un ma. «Per ottenere l’arruolamento era necessario che i dirigenti comunisti italiani, e in particolare gli avevano detto un certo Ercoli, attestassero i requisiti di fedeltà alla linea leninista dei candidati». Giudizio che non è favorevole per Ernesto «come per molti altri italiani e presto se ne perse ogni traccia». Cappelli sottolinea come il compagno Ercoli, «al secolo Palmiro Togliatti anche detto il Migliore, fosse stato a bocce ferme, in tempo di pace, responsabile della morte di molti più comunisti italiani che non Mussolini». Niente che gli storici non abbiano già ampiamente accertato, ma chissà perché i nostri romanzieri preferiscono, al riguardo, tacere e parlare d’altro. Lo scrittore potentino, invece, non ha il timore di esporsi, tanto da aggiungere – a conclusione dell’intervista, pur in assenza di domanda – un apprezzamento inaspettato: «Fini è il politico che stimo di più, scrivilo! Mi piace la sua idea di destra moderna e occidentale. Almeno quanto trovo insopportabile Bassolino, un demagogo al cubo… dopo quello che ha combinato è ancora là».

martedì 31 luglio 2007

Eire, eile Atlantisach déanta as na spiorad

per conto di Benag


Meabhairs agus iomhas déanta as Eire déanta as turasoir tSairdinach
Aills déanta as Moher
an Déardaoim, a naoi déag, a do mile a secht

Beiniaimin

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Traduzione
Irlanda, altra Atlantide dell’anima
Ricordi e immagini dell’Irlanda di un turista Sardo
Scogliere di Moher (le Cliffs di Moher)
Giovedì, diciannove luglio duemilasette
Beniamino


N.B.: Prego i lettori di questo raffinato blog a comunicarmi eventuali correzioni da apportare al testo in gaelico che ho tradotto letteralmente dall’inglese.
S’Irlanda est(i) diarerus un’attra Atlantidi de s’anima.

A si biri
Benag

lunedì 30 luglio 2007

Perdere la ragione..ehm.. volevo dire peso

Vi prego di guardare le immagini in basso sulla copertina di questo volume che sponsorizza un metodo infallibile per perder peso. Da sinistra come si era e subito dopo come si diventa dopo il trattamento. Purtroppo non ho trovato formati più visibili ma se cliccate sulla copertina potrete vedere con i vostri occhi di cosa parlo, of course made in U.s.a. ..

Per chi non li conoscesse....




Stamattina mi sono svegliato con la loro musica (non proprio un dolce risveglio).
Per chi non li conoscesse, si chiamano the Faint . La loro musica e' in bilico tra rock ed elettronica. Dire Depeche Mode del 2000 sarebbe esagerato, pero' meritano almeno un ascolto. Il clip low cost e' del brano paranoiattack. Quando si parla di "attack", come mai il microcefalo (a chi mi staro' riferendo??) e' sempre presente?

Buona settimana a tutti!

venerdì 27 luglio 2007

MA CHI? LA PIXAR.

Scusate il ritardo

Buongiorno amici, sono di nuovo tra voi, nonostante la lunga assenza causata da straordinari lavorativi e sentimentali... Ringrazio Roby per la dedica, gli Incognito sono tra i miei gruppi preferiti ed ho avuto il piacere di ascoltarli live a Pescara nel 1998. Ricordo chiaramente quella meravigliosa serata tra le stelle e le note sublimi nate dalle fusioni armoniche della band di Jean-Paul 'Bluey' Maunick.
Da Jazz Funk di strada ne hanno fatta parecchia ed il loro acid jazz sperimentale é divenuto un cult internazionale ... Good good vibes..
Poi saluto il mio amicone Forrest, ricordandogli che stasera ci sarebbe una seratona ottanta al Cafe Les Folies e scusandomi con lui per la mia assenza di ieri, Oz che latita nella calura romana, Pirulo che forse é partito, Max, e tutti i fantasmi assenti. Un omaggio lo tributo al mio fido mezzo a quattro ruote che, come Don Alonso nel Don Chichiotte di Cervantes, ho ribattezzato " Ronzinante ", perchè porta sempre a termine il suo dovere, nonostante l'aspetto poco rassicurante. Questa notte invece di dormire ho rivisto per la ottava volta " Squattrinati Organizzati ", alias "Full Monthy", cult Movie di Peter Cattaneo del 1997. Grottesco ed amaro spaccato della vita sociale inglese degli anni ottanta e novanta. Vi regalo questa perla..
Ora vado a vedere tutti i Post. Per il resto tutto a post.. ehm, scusate la cazzata ma co stò caldo !! Tanta, tanta roba.. buon proseguimento

giovedì 26 luglio 2007

ALLORA? CE LO VEDIAMO STO CORTO?



Assente per ricarica batterie cerebrali. Spero di essere tornato con qualcosa di buono da dire. Questo corto è davvero stupendo, musiche, storia, fotografia e grafica. Durata 6.36 min.
p.s. Il concerto di Bjork è stato da paura. Che emozione vedere Lei dal vivo...é stupefacente, come è stupefacente l'idiozia di un tizio della sicurezza che mi ha fatto spegnere la telecamera, me ce stavo a appelliccia du volte.

mercoledì 25 luglio 2007

A qualcuno piace .... IDIOTEQUE

Mr. THOM YORKE and RADIOHEAD

Sveglia!!!!

Buon giorno a tutti. Stamattina dedico questo video a Francesco: Incognito live al North Sea Jazz Festival di Rotterdam.

martedì 24 luglio 2007

.. Ué alòra ?

Che fine avetre fatto tutti ? Oz e Pirulo aspettavo con ansia le Bjornews, Forrest tu? Roby ho letto solo parzialmente il tuo articolo, appena concluso ti dirò..
Capisco.. é caldo, troppo e " la mente offuscata annaspa nel ciclo diurno dell'uomo sociale.." sono parole mie, tratte dal romanzo che stò ultimando e she spero di pubblicare entro fine anno. Max entro domani ci vediamo, non ti preoccupare.
Saluto e abbraccio tutti, in vacanza e non, buon proseguimento..

Koop - Glömd


P.s. Per chi non lo sapesse, da Settembre, Paola lavorerà col Bruno nazionale, nel settore " Cronaca Nera " di Porta a Porta... la vedremo spesso in video nei servizi. E'lui a volerlo.. é già.. gran bella notizia

Un giorno a Sanpatrignano



Ho scoperto il paradiso, ho incontrato la perfezione, ho vissuto a pieno il valore puro delle cose, ho rimosso le paure, il dolore, la sofferenza. Ho incrociato sguardi assorti, tenaci, bramosi di vita. Ho udito timorose parole attraverso volti e cicatrici, e fugaci silenzi, assorti nel giardino perfetto. Questo è Sanpa, un regno di bellezza sublime e valori assoluti, quelli che ti riconducono alla vita perduta e ritrovata, dove il lavoro dell’uomo diviene maestosa architettura del saper fare e ciò che vedi è talmente bello e pregno di positività che dimentichi il mondo reale. Gli spiriti che popolano questo Eden terreno sono stati aspiranti suicidi, ribelli incatenati, fantasmi ed erranti vagabondi, che attraverso le droghe, hanno per anni martoriato il proprio corpo e prosciugato la loro anima di ogni desiderio. Adolescenti dal volto angelico e maturi uomini privati del loro valore, che il tempo e la volontà hanno rinsavito e portato a nuova vita. Il percorso di recupero non è certamente semplice ed è lungo, lunghissimo. Quattro anni di allontanamento da casa, dal padre e dalla madre, dagli amici di sempre, dagli amori e dalle passioni, da tutto il passato che ci accompagna. Il fine di tali rinunce è diventare se stessi, quelli che si era prima della “prigionia”, e migliorarsi, per accrescere il valore delle piccole cose e di quei gesti smarriti grazie ai quali un sorriso o un abbraccio possono cambiarti la vita e tutto è più semplice e vero. Sono arrivato a Sanpa con lo spirito di curiosità ed ammirazione che penso sia normale in ognuno che si rechi a visitare una comunità di recupero per tossicodipendenti, e invece ho trovato cordialità e gioia di vivere, sorrisi e disponibilità, ovunque.



Ad accoglierci Antonio, mio coetaneo, ex cocainomane, da tre anni e mezzo a Sanpa, squisito nella sua disponibilità e nell’educazione ma tutti i ragazzi sono straordinari, e la sensazione che si ha all’arrivo è una immediata irradiazione di amore e benessere, con la piacevole certezza di trovarsi nel posto giusto per trovare la propria interiorità. Sulla collina contornata di splendidi capolavori di ingegneria agricola, il dio sole regna su centinaia di ettari di natura perfettamente curata e lo sguardo si perde nella simmetria irreale delle vigne che i ragazzi allevano e crescono come figli donando ad esse la cura e l’amore necessari alla realizzazione di un nettare di-vino che è ad oggi considerato per qualità e purezza tra i migliori d’Italia e del Mondo. I fantasmi di un tempo sono oggi allevatori di bovini e suini di rarissimo prestigio, sono tappezzieri ed arredatori per interni di imbarcazioni di lusso, sono maestri del ferro battuto e della pelletteria.



Il loro profeta, Andrea, é un imprenditore si, ma è anche loro padre, fratello, amico, fidato compagno di viaggio, e la stima e l’affetto a lui rivolti sono la testimonianza del valore incondizionato che essi attribuiscono a questo giovane e stravagante condottiero dal perenne sorriso e dalla immensa umanità. Ho avuto il piacere e l’onore di trascorrere una giornata con lui e devo ammettere che la sua forza è la semplicità del suo carattere, schivo ma determinato, gioviale ed eccentrico, autentico trascinatore e sincero portatore di vitalità e creatività. Propongo di santificarlo, anche in memoria di un padre che, solo contro tutti, ha pagato a caro prezzo il cammino della propria esistenza, volta non al profitto e alla speculazione, ma al sogno di un mondo migliore, in cui chi sbaglia può esser salvato, quando al dolore si sostituisce l’amore, il coraggio, la voglia di vivere. Un sincero " Grazie! " a Vincenzo, Andrea E Giacomo Muccioli. E un " Vergogna! " allo Stato Italiano perché si preoccupa degli stipendi e delle pensioni dei parlamentari e non un solo centesimo é destinato per contribuire alla sussistenza di tali strutture, sovvenzione da privati, o da sponsor, o autogestite.
Cliccando sul titolo del Post dal sito di San Patrignano il link " La Cocaina "